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Alla scoperta del viaggio dantesco: i custodi dell’Inferno

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29/10/2017 di Martina Michelangeli

L’Inferno dantesco è concepito come una gigantesca voragine, diviso in nove cerchi concentrici che si ristringono fino al lago ghiacciato del Cocito, dove è conficcato Lucifero.

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Ogni cerchio è controllato da dei custodi: si tratta di personaggi della mitologia pagana che Dante ricostruisce con incarnazioni demoniache, secondo la credenza cristiana sull’esistenza di creature mostruose nel Regno del Male. Il custode nella Commedia rappresenta il tramite unico e indispensabile per il superamento da un cerchio all’altro dell’Inferno. Qui i personaggi che Dante incontra lungo il suo cammino nel primo Regno:

-Caronte: è il primo dei personaggi mitologici introdotti da Dante nell’oltretomba cristiano. Il demone raccoglie minaccioso le anime sulla sua barca e traghetta oltre il fiume Acheronte.

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-Minosse: giudice delle anime ha il compito di collocarle in un determinato girone, ringhia e torce la coda per indicare la posizione del dannato nell’Inferno. Mitico re di Creta, figlio di Giove ed Europa, è gia in Omero e nella tradizione greca il giudice del regno dei morti. In Dante Minosse ha un aspetto grottesco e mostruoso, con una lunga coda con cui si cinge il numero di volte corrispondente al cerchio in cui l’anime del dannato dovrà scontare in eterno le sue pene.

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-Cerbero: cane mitologico con tre teste, demonio deforme che assorda i dannati; Dante lo pone alla guardia del terzo cerchio e accentua nella sua rappresentazione alcuni aspetti umani (barba unta e atra, ventre largo, mani unghiate e facce lorde) creandone una figura mostruosa che potesse richiamare il Male e il demoniaco.

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-Pluto: dalle sembianze di un cane abbaia imprecazioni con la voce roca. Tenta di ostacolare Dante assalendolo con grida oscure e blasfeme.

-Flegiàs: il demone che deve trasportare le anime attraverso la palude Stige per traghettarle verso la città di Dite.

-Furie: sulle torri della città di Dite, graffiandosi il petto, invocano l’arrivo di Medusa, graffiandosi e percuotendosi, per pietrificare i visitatori inopportuni. Sono mostruose figure femminili che hanno serpenti al posto dei capelli.

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-Minotauro: simbolo della bestialità salta come un toro ferito e infuriato;
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-Centauri: tre centauri con a capo Chirone, corrono armati simulando una caccia in cui i dannati sono le prede;
-Arpie: si trovano sugli alberi nei quali sono rinchiuse le anime dei suicidi, provando dolore ai dannati con i loro artigli. Mostruose creature con corpo di uccelli rapaci e volto umano: sono mostri della mitologia classica: nell’Eneide le Arpie assaltano Enea e i suoi compagni nelle Strofadi insozzando le loro mense e predicendo loro future sventure.

-Cagne nere: inseguono gli scialacquatori mordendoli e dilaniandoli;
-Gerione: mostro con viso umano, busto di serpente, zampe pelose e grandi ali con la coda da scorpione pronto per colpire a tradimento i dannati;

 

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-I diavoli: sempre pronti con ferri e uncini per colpire le anime dannate;

 

-Nembrot: uno dei giganti, di corporatura smisurata, produce suoni incomprensibili.

 

 

© Martina Michelangeli

 

RIPRODUZIONE RISERVATA

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In Viaggio con Dante

Rubrica a cura di Martina Michelangeli - Conoscere e studiare #Dante è un viaggio, un cammino, che se percorso con la giusta chiave di lettura può arricchire l'anima di ognuno di noi. Per cui, che questo nostro “viaggio culturale” abbia inizio… Io sarò la vostra guida e come in ogni viaggio che si rispetti ci sarà un’unica regola da rispettare: “non tornare come sei partito. Torna diverso."

Martina Michelangeli (Marino- RM, 1989) dopo gli studi scientifici (a.a. 2007-2008), la laurea in Lettere Moderne presso l'Università di Roma "Tor Vergata" (a.a 2010-2011) e la laurea Magistrale in Scienze del Testo presso l'Università di Roma "La Sapienza" (a.a. 2012-2013), ha concentrato la sua attenzione nel campo critico-filologico, in particolare riguardo gli studi danteschi. Nel febbraio 2012 la “Società Editrice Dante Alighieri SRL” ha pubblicato in ebook la sua tesi triennale. Ha collaborato con il laboratorio di Scienze del Testo per la trascrizione del manoscritto del “Fiore”, opera attribuita a Dante Alighieri, e della “vida” e la “razo” del trovatore Arnaut Daniel.Nel marzo 2014 la "Edizioni Galassia Arte" ha pubblicato un saggio sullo studio delle rime della “Divina Commedia”. Nell’aprile 2014 la “Edizioni Accademiche Italiane” ha pubblicato la sua tesi di laurea magistrale come pubblicazione scientifica. Nel luglio 2014 la "Edizioni Progetto Cultura" ha pubblicato il saggio di critica dantesca "Le Egloghe di Dante Alighieri". Nel settembre 2014 la "MonettieRagusa Editori" ha pubblicato il saggio "La personalità del Don Giovanni: l'importanza delle parole nella costruzione del Mito".Dal febbraio 2014 cura eventi culturali con le “Letture di Dante”, con caffè letterari e associazioni culturali. Da novembre 2014 è redattrice della nuova rivista di studi danteschi "Dante Domani" della casa editrice IBUC. Nel marzo 20150 ha vinto il primo premio del concorso letterario "Premio Dante Alighieri 2015" della EA Editore.

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