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Buone Maniere dal Parrucchiere

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13/09/2017 di Redazione @OneElpis

A cura de Roberto Ricci

 

|  Come alcuni di voi sapranno, la mia #professione principale è quella di #parrucchiere, anche se per molti oramai, la seconda attività di #scrittore thriller (svolta esclusivamente per #passione), ha prevalso sull’altra.
In ogni caso comunque, utilizzo in entrambi i casi il rasoio, anche se con #modus operandi diversi.
Oggi, voglio parlarvi di buone #maniere.
Si, esatto. Di #galateo.

Care signore, leggete bene e seguite nel possibile, queste semplici e basilari #regole.

1: Non presentatevi mai, con i capelli talmente unti, da poterci condire una ciotola d’insalata per quattro persone, e giustificarsi dicendo “non li ho lavati perché sapevo di venire quì”.
Per carità, può capitare che il capello non sia fresco di shampoo, ma non più di due o massimo tre giorni.
Pensate alla povera shampista (o lo stesso titolare), che deve metterci le mani.

2: quando si ha un ritardo superiore ai 15 minuti (specialmente se il parrucchiere lavora su appuntamento), è buona norma avvisare.

3: quando si ha voglia di cambiare look, parlare con il parrucchiere e trovare insieme una buona soluzione.
Non fate come quelle pazze, che dicono “fai tu. Ti lascio campo libero.”, e poi gridare e piangere disperate, per le forbici e il rasoio che implacabili, hanno lavorato su di voi. Ancora di più con i colori.
Non fatevi rosse o verde basilico, soltanto perché volete stupire vostro marito, che vi sembra non vi guardi più come prima.
Sia perché ritrovarsi Milva o un Visitor per casa, non è detto gli faccia piacere, ma soprattutto, perché i capelli sono vivi e la vostra testa non è una tavolozza sulla quale dipingere di tutto e di più.

4: se avete i capelli fini, pochi e senza volume, non mettete in imbarazzo il parrucchiere, chiedendo la nuova acconciatura di Belen o un cotonato selvaggio alla Tina Turner.
A meno che non sia Padre Pio reicarnato o comunque capace di miracoli, non potrà mai accontentarvi.

5: avere un rapporto di amicizia e confidenza con il proprio parrucchiere, è giusto e va benissimo, ma non raccontategli tutta la vostra vita più intima e segreta.
Prima o poi, per un motivo o per l’altro, succede di cambiare parrucchiere e non è simpatico il fatto, che pur non vedendovi più in negozio, sappia che vi piace fumare dopo l’amplesso, che vostro marito non vi soddisfa perché ce l’ha piccolo oppure fa le puzze nel letto.

6: peggio ancora i pettegolezzi, per lo stesso motivo di prima. Il parrucchiere si cambia, le chiacchiere restano. Quì, apro una parentesi per i miei colleghi.
Mai spettegolare con le clienti.
Chi sente, potrà pensare che una volta uscita, la nuova vittima sarà lei.

Ovviamente ho scherzato un pochino, ma queste buone maniere dal parrucchiere, le ho scritte pensandole seriamente, anche se devo dire che in 25 anni di negozio, queste cose mi sono capitate raramente e le mie clienti sono eccezionali!!!!

 

 

© Roberto Ricci

 

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Roberto Ricci

Nasce ad Ancona il 30-12-1963, dove risiede e svolge la professione di parrucchiere. Nel 2012, oltre a festeggiare il ventennale dell'attività, vince il Premio Racconti Nella Rete "sezione corti", un concorso legato al Festival letterario LuccAutori, con il racconto thriller IL CAPPOTTO, che diventa un cortometraggio diretto da Giuseppe Ferlito. Segue la raccolta RESPIRO TAGLIENTE, contenente quello e altri tre racconti dello stesso genere. Nel 2014, esce la seconda raccolta BUIO ROSSO, contenente sei nuovi racconti più i quattro della precedente. Da uno dei nuovi, GUANTI NERI, viene tratto l'omonimo cortometraggio diretto da Federico Tadolini. Altri due, L'INQUIETANTE NOTTAMBULO e LA BALLERINA, vedono una trasposizione a fumetti, in un albo distribuito dalle Edizioni Inkiostro e presentato a Lucca Comics. Il racconto LE PALLINE DI NATALE, viene pubblicato nell'antologia "Schegge Per Un Natale Horror 2014". Nel 2015, pubblico IL VEGLIONE DI CARNEVALE nell'antologia "Ombre Gialle Brividi Neri" e scrive il soggetto inedito del cortometraggio NEL SILENZIO DELLA NOTTE, diretto da Massimiliano Belvederesi. Nel 2016, esce il terzo libro (primo romanzo) dal titolo L'ACCONCIATURA SBAGLIATA. Scrive il soggetto inedito del mediometraggio IL SEGRETO DI CAINO, diretto da Luca Guerini. IL LOCULO DI FIANCO, è un racconto pubblicato nell'antologia "Z Di Zombie 2016". Vince uno dei premi "Menzione Speciale", al concorso Giulia In Giallo - Delitti E Diletti (legato al Festival del giallo di Giulianova), con il racconto LA STANZA DEL SANGUE, pubblicato nell'antologia ufficiale del concorso, ed un altro premio per il racconto E' SOLO UN GIOCO" al concorso Racconti Marchigiani, pubblicato nell'omonima antologia. Nel 2017 sono previsti: il lavoro teatrale MALA TEMPORA, che andrà in scena a metà Aprile. Il cortometraggio IL PROVINO, che sarà presentato in estate. Entrambi i lavori, lo vedono a collaborare nuovamente con Luca Guerini. Inoltre per fine anno, è prevista la prima del film TANGO OSCURO, per la regia di Massimiliano Belvederesi. Nel frattempo però, si ricorda sempre che il suo lavoro principale è quello di parrucchiere, e vi aspetta nel suo salone di Via Trieste 11a. Nel 2017 sono ben 20 anni di negozio. Nozze d'argento!!!!

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