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“L’essenziale è invisibile agli occhi”

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07/09/2017 di Redazione @OneElpis

A cura di Grazia Sposito

 

| Chi almeno una volta nella propria vita non ha avuto il piacere di leggere “ #IlPiccoloPrincipe ”? O meglio chi non possiede nella #libreria della propria camera, o fisso sul comodino accanto al letto almeno una copia? Credo che alla maggior parte di noi, è capitato di #leggere almeno una volta in un periodo particolare della propria vita quelle preziose righe; riuscendoci a regalare ogni qualvolta gioia, stupore, emozioni sempre più intense. Io personalmente ne possiedo due copie. Che ci sia stato regalato o lo abbiamo comprato personalmente nella libreria del nostro paese poco importa; il suo significato è sempre qualcosa di magico, di tangibile, di meraviglioso.

Il libro di Antoine de Saint-Exupéry inizia con un atterraggio di fortuna fatto da un aviatore nel deserto del Sahara. La mattina successiva al suo risveglio incontra un bambino, il piccolo principe, che viene da un altro pianeta, e gli chiede di disegnare un pecora. Il bambino viene accontentato, ma non è mai soddisfatto dell’immagine, fino a quando l’aviatore non disegna una scatola con dei buchi al cui interno dice si trovino le pecore. Solo allora il piccolo principe è contento, perché l’essenzialità molto spesso è invisibile agli occhi. Il contenuto che si evince in quelle pagine è il viaggio del principe che per conoscere l’universo vaga da un asteroide all’altro, dove durante il suo cammino incontra individui strani, diversi. Ognuno con delle caratteristiche particolari: un re triste perché non ci sono uomini a servirlo, un ubriacone che continua a bere per non provare la vergogna di bere, un uomo che accende e spegne continuamente i suoi lampioni. Dietro alle storie dei tre personaggi, vediamo il nascere dei vizi e le virtù di ogni essere umano, ma soprattutto i passi successivi che ognuno di noi dovrebbe compiere per modellarsi, migliorarsi stando in armonia con gli altri e prima di tutto con se stessi. Il vero significato della nostra esistenza, gli amori che incontriamo, le amicizie preziose che incrociano le nostre strade, l’attendibile calore di un abbraccio, ma soprattutto gli sguardi sinceri oltre-confine che riescono a guardare solo l’essenziale, sono tutti custoditi in quelle pagine. Di come gli uomini crescendo riescano a perdere il candore e il contatto con le cose importanti, non cogliendo più il senso di ciò che vivono. “Il piccolo principe” sa affrontare ogni tipo di valore: purezza, amore, amicizia, gioie e anche dispiaceri. Vedere col cuore significa non solo non dare molto rilievo a ciò che sta in superficie, e quindi guardare ciò che risiede nel profondo, ma credo comprenda anche capire uno stato d’animo, aiutare una persona a farla sentire sollevata, non più sola. A volte però, si da più importanza all’apparire che all’essere. Questo avviene perché la bellezza attira molte più persone, è quello che sostanzialmente al primo impatto colpisce subito, ma bisogna anche sapere guardare col cuore. Io cerco la sostanza, penso che il cuore siano gli occhi più capaci di vedere l’invisibile, che diventa visibile, se solo lo si vuole. Dalla vera autenticità di quelle pagine è stato tratto l’omonimo film.

 

© Grazia Sposito 

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