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Recensione di “Eppure cadiamo Felici” di Enrico Galiano

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18/06/2017 di Chiara Viaggi

 

Avete mai inventato delle nuove #parole per dire qualcosa di importante? Avete mai avuto un #linguaggio segreto che conoscevate solo voi?

Io si! Il mio #mestiere da bambina era quello di inventare parole, roba assurda, vi assicuro! Le parole sono meravigliose, soprattutto i #neologismi.

Gioia Spada però non inventa parole nuove, fa tesoro di parole intraducibili, che possiedono in se stesse significati inestimabili. Colleziona queste parole in un taccuino, elenchi che le riempiono la bocca e il cuore in tutte le lingue del mondo. Tra tante parole c’è anche una frase che scrive ogni giorno sul suo braccio sinistro  Wenn ein Gluckliches fallt, l’ultima frase di una poesia di Rainer Maria Rilke, citata anche da Baricco in Castelli di sabbia.

 

<<E noi che pensiamo la felicità come un’ascesa

Ne sentiremmo il tocco,

che quasi ci sgomenta,

quando una cosa felice cade.>>

 

Gioia è protagonista di Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano, sua opera prima edita da Garzanti Editore. Galiano è un professore liceale, e la sua storia è ambientata in un liceo, dove MaiunaGioia è la classica ragazza chiusa in se stessa, in un mondo parallelo solo dove lei riesce a respirare, con le cuffie che le sparano i Pink Floyd a volumi eccessivi. A casa le cose non vanno, e a scuola anche peggio, la sua migliore amica è Tonia,la sua amica immaginaria, ma tra quei banchi, c’è il professor Bove, la sua unica speranza. La sua ancora di salvezza. Un professore di filosofia che rappresenta l’opposto dei sistema didattico al quale molti di noi sono abituati, lezioni frontali senza confronto. Insomma la noia mortale che in un adolescente pieno di vita porta allo sconforto. Uno su mille esiste e stimola la curiosità!

Galiano ci ricorda che bisogna tempestarsi di domande e di combattere!

Questa storia non parla di scuola, ma di voglia di vivere, speranza e amore. Gioia incontra Lorenzo, ed insieme sono Cosa e Lo. Entrambi problematici, ma il solo incontrarsi è una rottura di equilibrio che scatenano emozioni contrastanti. Paura e felicità? Allegria e tristezza? Emozioni che li fanno sentire vivi.

 

Gioia affronta le sue paure mentre Lo, scappa. Corre fino ad inciampare in quell’amore che non conosceva e nel quale dopo le sue mille barriere decide di accettare, ma quando? Perché?

 

Questo romanzo va letto perché Gioia rappresenta milioni di adolescenti che si sentono privati della felicità e la cercano disperatamente anche in una semplice parola. Una ragazza che cade e si rialza più forte di prima, che nonostante la delusione del mondo continua a ricercare la verità nelle spalle delle persone. Non è solo un romanzo di formazione se mi passate il termine, ma è anche un giallo che si nasconde in una storia d’amore che  ci abbacina!

Mann vaasanai in talim significa, l’odore della pioggia sulla terra secca. Eppure cadiamo felici è proprio quell’odore.

 

 

© Chiara Viaggi

 

RIPRODUZIONE RISERVATA 

 

2 thoughts on “Recensione di “Eppure cadiamo Felici” di Enrico Galiano

  1. Finito di leggerti, ho voglia si leggere.
    Grazie.
    Jill scott – the fact is

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