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Alla scoperta del viaggio dantesco: l’ordinamento morale dell’Inferno

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12/06/2017 di Martina Michelangeli

Nel canto XI dell’Inferno la guida Virgilio darà al pellegrino Dante la spiegazione strutturale sulla ripartizione delle colpe dei dannati: nei Regni ultraterreni, come nel regno mortale, esiste un preciso ordine dato da una specifica Sapienza che regola l’universo.
L’Inferno dantesco è costruito secondo l’ordinamento aristotelico delle passioni: nel Regno del Male Dante non inserisce il peccato di superbia e d’invidia, considerati l’origine di ogni male e appartenenti all’animo umano dal Peccato Originale.
Il viaggio di Dante nell’Inferno inizia con l’attraversamento della porta infernale: superato quel varco si entra nel luogo del maggiore dolore e disperazione tra le anime eternamente dannate.

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I primi dannati che Dante incontra sono gli Ignavi, coloro che nella vita non hanno mai preso delle decisioni, considerati uomini tanto vili e senza morale a tal punto che sono disprezzati anche dai diavoli. Continuando il cammino verso la discesa dell’Inferno si incontra Caronte, che naviga con la sua barca attraverso il fiume Acheronte: il nocchiere infernale ha il compito di portare le anime nel luogo assegnatogli dalla giustizia divina.

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Da qui Dante entra nell’Inferno vero e proprio: superato il fiume Acheronte il Poeta e la sua guida entrano nel Limbo, il primo cerchio dove sono collocati gli spiriti magni, giusti, che non conobbero la religione cristiana perdendo la salvezza dell’anima.
Il cammino del pellegrino Dante continua nei cerchi infernali, i cerchi degli incontinenti, coloro che hanno commesso i peccati di passione: rispettivamente i lussuriosi, i golosi, gli avari e i prodighi, gli iracondi e gli accidiosi.
Fra il quinto e il sesto cerchio del Regno si trova la città di Dite, attraversata dal fiume Stige, dove Dante incontrerà le Furie. Superato il pericolo di queste demoni si passa al sesto cerchio, nel quale sono collocati gli eretici e gli epicurei.

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Inizia la sezione più cruda dell’Inferno, divisa dal sesto cerchio dall’Alto Burrato, che porterà alla discesa verso i luoghi dove si trovano le anime di coloro che hanno commesso i peccati più gravi utilizzando la MALIZIA: in vita i peccatori che si tormentano in questi luoghi hanno deciso di usare la ragione, l’intelletto, per compiere un atto di ingiustizia. I peccati di malizia si dividono in tre gironi infernali: nel primo girone ci sono i violenti contro il prossimo, nel secondo i violenti contro se stessi e nel terzo girone i violenti contro Dio e la Natura.
Questi tre gironi sono divisi dalla zona delle Malebolge da una Ripa Scoscesa, con il significato della più profonda discesa verso l’Inferno. La zona delle Malebolge è divisa in 10 sezioni e Dante incontra coloro che non hanno usato la ragione nel modo giusto
( “frode contro chi non si fida”), ognuna detta appunto bolgia, e in ordine si trovano rispettivamente: i seduttori, gli adulatori, i simoniaci, gli indovini, i barattieri, gli ipocriti, i ladri, i consiglieri fraudolenti, i seminatori di discordie e infine i falsari.
Per arrivare nella parte più profonda e oscura dell’Inferno il pellegrino Dante e la sua guida devono ancora scendere, superando il Pozzo dei Giganti, arrivando all’ultima zona dell’Inferno, il lago del Cocito, un lago ghiacciato che racchiude quelle anime che nel mondo terreno usarono l’intelletto per commettere una frode contro chi riponeva in loro la propria fiducia ( “frode contro chi si fida”), suddivisa a sua volta in quattro zone: la Caina, dove si trovano i traditori dei parenti, l’Antenora, dove si trovano i traditori della patria, la Tolomea, in cui sono collocati i traditori degli ospiti e infine la Giudecca, luogo dove dimora Lucifero e i traditori dei benefattori.

 

 

 

© Martina Michelangeli

 

RIPRODUZIONE RISERVATA

One thought on “Alla scoperta del viaggio dantesco: l’ordinamento morale dell’Inferno

  1. Giacomo ha detto:

    Come sempre…bravissima 😀 !!!

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In Viaggio con Dante

Rubrica a cura di Martina Michelangeli - Conoscere e studiare #Dante è un viaggio, un cammino, che se percorso con la giusta chiave di lettura può arricchire l'anima di ognuno di noi. Per cui, che questo nostro “viaggio culturale” abbia inizio… Io sarò la vostra guida e come in ogni viaggio che si rispetti ci sarà un’unica regola da rispettare: “non tornare come sei partito. Torna diverso."

Martina Michelangeli (Marino- RM, 1989) dopo gli studi scientifici (a.a. 2007-2008), la laurea in Lettere Moderne presso l'Università di Roma "Tor Vergata" (a.a 2010-2011) e la laurea Magistrale in Scienze del Testo presso l'Università di Roma "La Sapienza" (a.a. 2012-2013), ha concentrato la sua attenzione nel campo critico-filologico, in particolare riguardo gli studi danteschi. Nel febbraio 2012 la “Società Editrice Dante Alighieri SRL” ha pubblicato in ebook la sua tesi triennale. Ha collaborato con il laboratorio di Scienze del Testo per la trascrizione del manoscritto del “Fiore”, opera attribuita a Dante Alighieri, e della “vida” e la “razo” del trovatore Arnaut Daniel.Nel marzo 2014 la "Edizioni Galassia Arte" ha pubblicato un saggio sullo studio delle rime della “Divina Commedia”. Nell’aprile 2014 la “Edizioni Accademiche Italiane” ha pubblicato la sua tesi di laurea magistrale come pubblicazione scientifica. Nel luglio 2014 la "Edizioni Progetto Cultura" ha pubblicato il saggio di critica dantesca "Le Egloghe di Dante Alighieri". Nel settembre 2014 la "MonettieRagusa Editori" ha pubblicato il saggio "La personalità del Don Giovanni: l'importanza delle parole nella costruzione del Mito".Dal febbraio 2014 cura eventi culturali con le “Letture di Dante”, con caffè letterari e associazioni culturali. Da novembre 2014 è redattrice della nuova rivista di studi danteschi "Dante Domani" della casa editrice IBUC. Nel marzo 20150 ha vinto il primo premio del concorso letterario "Premio Dante Alighieri 2015" della EA Editore.

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