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La Ricerca della Fede

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13/04/2017 di Redazione @OneElpis

Rina Cerchione

| “Vivere la Settimana Santa è entrare sempre più nella logica di Dio, quella dell’amore e del dono di sé”. Con queste parole Papa Francesco ci invita a riflettere sul significato della Settimana Santa.

La Settimana Santa è un lungo cammino spirituale che ha come destinazione la Pasqua.

La Pasqua è il simbolo del Rinnovamento, della Gioia e della Rinascita, è ritrovare il senso della vita cristiana più autentica; il Triduo Pasquale composto dal Giovedì, Venerdì e Sabato Santo è un evento liturgico che aiuta il cristiano a ritrovare sé stesso e la Parola di Dio, fondamento della nostra crescita cristiana.


Che cos’è la Fede ?

La fede è un dono che viene da Dio. Scrive l’Apostolo Paolo in 2Ts 3,2: «Non di tutti è la fede», essa abita in coloro cui Dio l’ha donata. «La fede nasce dall’ascolto» (fides ex auditu: Rm 10,17) – annota l’Apostolo Paolo – e dunque occorre che la Parola di Dio giunga al cuore dell’uomo e vi desti la fede. Ma la fede, proprio perché deve essere accolta dall’uomo, proprio perché è l’uomo a credere, è anche un atto umano, un atto della libertà dell’uomo che risponde al Dio che parla. Così la fede è una scelta dell’uomo che coinvolge tutto il suo essere personale, manifestandosi come un atto umanissimo e vitale, teso alla vita; è entrare in una relazione, in un rapporto vivo con un altro. Fede è dire: «Amen, è così; io aderisco, faccio fiducia, mi fido di qualcuno». Se, però, poniamo attenzione alla dimensione esperienziale della fede, diversi sono gli aspetti su cui concentrare la riflessione. In particolare, non si può fare a meno di notare che il vissuto emotivo gioca un ruolo significativo nella vita del credente, perché la fede non è riconducibile solo a rielaborazioni mentali, ma si nutre di ricordi, eventi, relazioni dinamiche. Il credere non appartiene solo all’ordine degli eventi puramente intellettivi, ma coinvolge anche i sensi spirituali, seguendo una logica affettiva e dinamica che trova il suo primo e naturale sviluppo nell’intimo della coscienza.

Quali emozioni prova il fedele ?

Le emozioni hanno un’infinità di sfumature, adattandosi ai fenomeni più disparati che agiscono sull’animo umano. Inoltre le emozioni non devono essere soppresse, perché rischieremmo di diventare degli individui aridi; il problema è direzionare le emozioni verso qualcosa di costruttivo, valutandone le giuste priorità, orientandole verso la formazione di sane relazioni sociali, per una testimonianza concreta e coerente. Le emozioni non sono “nemiche” della fede, ma si collocano normalmente dentro il suo percorso, esse sono una risorsa. Il modo migliore per gestire le emozioni è quello di comprendere pienamente l’opera di trasformazione e di rigenerazione dello Spirito Santo. Dalla Parola del Signore non riceviamo l’invito a frenare emozioni, passioni, sentimenti, ma piuttosto a orientarli in tal modo da rivelare che il nostro cuore non è più «macchiato di peccato», perché in Cristo è stato rinnovato e trasformato. L’ardore del sentimento, associato ad una volontà esercitata dalla ragione, invece di essere una contraddizione diventa un potenziale enorme per il credente.

Perché oggi la fede è smarrita ?

Viviamo in un’epoca contrassegnata da molti ostacoli, da diverse contraddizioni recate alla fede, sicché la fede sembra incapace di interessare gli uomini e le donne di oggi, che vivono nell’indifferenza riguardo alla fede cristiana e, più in generale, sono indifferenti a ogni ricerca di Dio. Non solo, proprio in coloro che si dicono credenti e cristiani di fatto la fede appare debole, a corto respiro, incapace di manifestare quella forza che cambia la vita, il modo di pensare, sentire e agire. Sempre più spesso noi cristiani siamo visti come una minoranza in una società plurale per credenze religiose, etiche ed espressioni spirituali che non fanno alcun riferimento a Dio o a vie tradizionali.

Oggi, la Chiesa si interroga sull’Educazione alla Fede come primo compito da assumere e richiama l’attenzione sull’emergenza educativa. In qualità di Educatrice Professionale ritengo che Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, trasmettere la fede in nuove comprensioni antropologiche è dunque una Sfida, una Missione, non un’utopia!



Educatrice Professionale


Pellegrina Cerchione



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