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GLI STORICI BATTENTI di SAN PELLEGRINO MARTIRE

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06/04/2017 di Redazione @OneElpis

Rina Cerchione

 

|   Il 4 Aprile 2017 presso il Circolo della Stampa di Avellino, Corso Vittorio Emanuele II, si è svolta una Conferenza dal titolo “Irpinia di spiritualità e devozione: I Battenti di San Pellegrino Martire e il cammino di fede”, organizzata dal Comitato di promozione turistica e culturale “De Hirpinia Homines Novi”.

In primis, il Presidente del Comitato “De Hirpinia Homines Novi” Maria Savino, ripercorrendo la storia devozionale dei Battenti di San Pellegrino Martire, ha posto l’attenzione sulla matrice etno-antropologica. Il sentimento identitario è espressione di un’adesione – di natura culturale, ideologica o affettiva – ai contenuti distintivi e fondanti della collettività. Parlare di appartenenza in questa accezione significa cioè riferirsi a quel processo di identificazione dei singoli individui con la collettività di cui essi sentono di far parte. Identificazione che implica un riconoscersi nei valori, nelle norme, negli stili di vita e nei comportamenti prevalenti e caratterizzanti della collettività, ovvero un condividerne la storia e le tradizioni. La valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e naturalistico dell’Irpinia, nonché la storia devozionale dei Battenti di San Pellegrino Martire il 24 Agosto che si rinnova ogni anno. Una tradizione che contribuisce a rafforzare indubbiamente il senso di appartenenza, il sentimento identitario e i valori.

Il Sindaco di Altavilla Irpina, il Dott. Mario Vanni ha dedicato particolare cura e interesse al tema del turismo emozionale, invitandoci a riflettere sul rapporto che si instaura tra uomo e natura, osservando la bidimensionalità della relazione, infatti non è solo l’uomo a raccontare, osservare, scrivere di un luogo, ma quest’ultimo racconta di sé attraverso la storia, le tradizioni, i sapori, gli odori. Il posto che visitiamo ci regala emozioni e ci consente di portare in valigia non solo souvenir, ma un bagaglio culturale ampio. Oggi è la percezione a fare la differenza, diviene fondamentale l’interazione tra il visitatore e il borgo che lo ospita nonché la profondità dell’esperienza vissuta.  Il Dott. Mario Vanni ha citato questo evento storico che ha interessato Altavilla Irpina nell’agosto 1896, ai piedi dell’altare di San Pellegrino il piccolo Francesco Forgione, San Pio da Pietrelcina, a nove anni, immerso in profonda preghiera, assistette alla prodigiosa guarigione di un bimbo deforme.

Questo avvenimento miracoloso, secondo il Parroco di Altavilla Irpina, Don Livio Iannaccone, ha determinato che il “Santuario dei Martiri Pellegrino e Alberico Crescitelli” si collocasse come “anello di congiunzione” tra il Santuario di Montevergine e quello di Pietrelcina.

Inoltre, Padre Livio ha sottolineato l’importanza dell’Accoglienza al pellegrino e il concetto di ospitalità in San Benedetto. L’ Accoglienza al pellegrino è da sempre considerata un valore, oltre che un servizio al prossimo.

 

 

Il pellegrino moderno, indipendentemente dalle sue motivazioni, decide di “mettersi in Cammino” con il desiderio a volte inconscio, di voler vivere in prima persona forti esperienze e credere in valori come la condivisione, la solidarietà, la comprensione, tutte esperienze che, nel nostro vivere moderno, “veloce ed egoista” è difficile riuscire a comprendere ed a interiorizzare.

Il pellegrino cerca un gesto d’Amore, perché è nell’ Amore che si trova la forza di andare avanti nel Cammino, così come nella Vita.  Ciò si collega il concetto di ospitalità in San Benedetto «Tutti gli ospiti che sopraggiungono siano ricevuti come Cristo. Egli stesso dirà: Fui ospite e mi accoglieste. A tutti si renda il conveniente onore non solo il saluto dovuto, particolarmente ai più poveri». La regola più importante nell’accoglienza dell’ospite rimane sempre la carità.

Padre Livio, durante il suo excursus storico, si è soffermato anche su ciò che è stata la straordinaria esperienza religiosa di San Pellegrino, un Santo molto conosciuto per i suoi benefici influssi e grazie ricevute, non soltanto in Irpinia, ma anche a Torino, dove si celebrano i solenni festeggiamenti nell’ultima domenica di Settembre e non da ultimo ad Adelaide, in Australia, la terza domenica di Gennaio. Una tradizione ben radicata nel territorio irpino ed esportata a livello intercontinentale.

Il Vice Priore dell’Arciconfraternita di San Bernardino da Siena e di San Pellegrino Martire,  Palmiro Di Giovanni, ha focalizzato la sua attenzione sui significati simbolici della tradizione altavillese, la divisa bianca con la quale il Battente è vestito simboleggia la purezza di cuore, candido quanto è puro il Salvatore, sinonimo di rettitudine,  fede e santità; la Fascia rossa sta a significare il Sangue del Martirio, infine il Giglio anch’esso strettamente associato ai Santi martiri, i tre petali ritenuti simbolici delle tre virtù – fede, speranza e carità – e quindi legati alla Sacra Trinità.

Il consulente Marketing & Comunicazione Nuovi Turismi, Fernanda Ruggiero ha rivolto la sua attenzione al delicato tema del turismo sostenibile, ossia quella tipologia di turismo responsabile che rispetta l’ambiente e cerca di ridurre il consumo di energia e di risorse del territorio. Attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture, il turismo responsabile, riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio, opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori. Questo si traduce concretamente nella tendenza degli operatori turistici sensibili ai temi della responsabilità sociale d’impresa, della sostenibilità ambientale, dell’equità di genere e alle buone pratiche in generale, a fare molta attenzione che il turismo responsabile sia ideato, realizzato e complessivamente gestito in maniera tale da non generare dei fenomeni di iniquità sociale ed economica, soprattutto a danno delle popolazioni delle regioni ospitanti il turismo stesso. Vediamo più nel dettaglio uno degli esempi di turismo sostenibile in Campania senza sottovalutare l’enorme potenziale dei pellegrinaggi, il camminare scalzi, a piedi, fa dei Battenti degli ecoviaggiatori. Le persone che scelgono questo tipo di percorso, che è spirituale e culturale insieme, contano oltre mille devoti, pertanto sono sempre più in crescita.

Dulcis in Fundo, l’intervento di Pierpaolo Capozzi, Presidente dell’Associazione ItaliAccessibile, il quale ha posto la sua enfasi sul turismo accessibile. La progettazione e realizzazione di ambienti di per sé accessibili a ogni categorie di persone, quindi universalmente inclusivi. L’Universal Design è una filosofia nata nel 1980 negli Stati Uniti per descrivere il concetto di progettazione ideale di ambienti artificiali, prodotti e servizi, tali che siano fruibili, per quanto possibile da tutti, indipendentemente dall’età, dalle capacità e/o dalla condizione personale e sociale. L’Universal Design emerge dai concetti di senza barriere (barrier-free), dal più ampio movimento dell’accessibilità e dalla tecnologia adattiva e assistiva.

Sono molto entusiasta di aver avuto la fortuna di partecipare a questo interessante convegno perché mi ha permesso di comprendere l’importanza delle radici storiche dell’Irpinia, il compito svolto dalla comunità parrocchiale al fine di rafforzare l’identità culturale messa in discussione dalla società attuale, attraverso una ricerca di senso e di significato che non può prescindere dalla propria coscienza interiore.

 

©_All rights reserved. Omaggio di Venerazione a San Pellegrino Martire

 

In merito a ciò, Vi invito a partecipare il 24 Agosto ad Altavilla Irpina, dove ogni anno si rinnova l’Omaggio di Venerazione a San Pellegrino Martire presso il Santuario dei Martiri Pellegrino e Alberico Crescitelli.

Per chi non conoscesse i Battenti, è bene informarvi che sono una “categoria” speciale di devoti pellegrini che con una “divisa” bianca ed una fascia rossa si recano al Santuario. Camminano a piedi scalzi, quando sono in prossimità della Chiesa, un suono prolungato annuncia il rituale gesto devozionale dei Battenti che si prostrano sull’asfalto bollente fino a un successivo suono di tromba, procedendo carponi e col capo chino verso il pavimento della chiesa dell’Assunta. Portano in dono al Santo Taumaturgo grossi ceri, in segno di riconoscenza per le grazie ricevute o da impetrare. Il genitore porta con sé il figlio per iniziarlo a questa pratica devozionale. Oltre al fervoroso gruppo di Altavilla, partecipano a questa manifestazione anche gruppi di Battenti provenienti dalle comunità di Mugnano del Cardinale, Avella, Baiano, Manocalzati, Montefredane, Avellino frazione Picarelli, Starze e Roccarainola.

La devozione del Battente vissuta in prima persona, suscita in me forti emozioni: il camminare scalzi sull’asfalto bollente, l’atto dell’inginocchiarsi all’ingresso del Santuario, il prostrarsi ai piedi dell’Altare, designano la presenza viva e salvifica di Dio e di San Pellegrino Martire (di cui non a caso porto il nome), nulla è l’uomo senza Dio, siamo gli “strumenti” del Signore.

 

 

Educatrice Professionale

© Dott.ssa Pellegrina Cerchione 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA 

 

 

3 thoughts on “GLI STORICI BATTENTI di SAN PELLEGRINO MARTIRE

  1. Anna Di Napoli ha detto:

    Sono una battente di San Pellegrino squadra di Baiano é sempre un’emozione

  2. Fan ha detto:

    Molto bello !!! Grazie !

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