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Che tu sia per me il coltello- David Grossman

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19/03/2017 di Chiara Viaggi

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Cari lettori,

oggi sono qui per consigliarvi un libro, ma sottolineo con più righe rosse, di leggerlo quando è lui a chiamarvi, a sussurrarvi la notte che è arrivato il momento giusto.  È uno di quei libri che una volta nella vita, va letto e si riletto più volte, quando quei pezzi che vi ha portato via si riattaccano addosso. Io sono ancora alla prima volta, credo che prima di riaprirlo passerà molto tempo, forse molti anni. Vi racconto la mia storia, vi racconto come ho inseguito “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman.

Inizio dicendovi che, un anno fa non sapevo minimamente chi fosse D. Grossman, non ne avevo sentito parlare, scorrendo l’indice tra i titoli dei libri nelle scaffalature in libreria, non mi ero mai soffermata a un titolo come quello o tanto meno a “Qualcuno con cui correre” o ancora “A un cerbiatto somiglia il mio amore”, e mi chiedo ancora come tali titoli non mi abbiano subito colpito il cuore.

Un giorno, forse di metà settembre, entro in libreria e sento la mia libraia Serena consigliare ad una cliente “il coltello” e lì è stato amore. Lei ne era innamorata e le sue parole erano così piene di vita che mi avevano trascinata in circolo vizioso, quello di prendere in mano il libro ogni volta che mi fosse venuto a tiro, annusarlo e sfogliarlo, senza leggere una riga. Serena mi inizia così ad infettare. Mi racconta giorno dopo giorno di queste emozioni che le lacerano il petto, e mi innamoro sempre di più. Il giorno del mio compleanno, o poco dopo per non mentire, proprio quando lei ormai lo aveva portato a termine respirando ad ogni parola, lo compro.

“A mio rischio e pericolo!”

Detto questo, metto il libro nella mia libreria di metallo, tra la pila di libri. Prende polvere e starnusce, fino a che un mese fa lo metto nella scatola di cartone e insieme ci traslochiamo. Intorno al 10 settembre una mia amica decide di spoilerarmi un frammento di “Io prima di te” di Moyes Jojo escluso dal film e decido di leggere il libro. Una notte e mezza a piangere e ridere. Un libro emozionante e molto scorrevole, ma non sono qui per parlarvi di Jojo, ma di come forse lei mi abbia portato a decidere di aprire finalmente David. L’ho sentito una sera urlare dalla scatola, ero talmente a pezzi che dovevo iniziarlo, forse per stare peggio.

Il libro è diviso in tre parti. Segue per le prime due le linee di un romanzo epistolare, ma la particolarità è che noi leggiamo solo le lettere di lui per tre quarti del libro, per pagine e pagine incontriamo un uomo sposato che entra nella vita di una sconosciuta, che ha toccato la sua anima con i suoi atteggiamenti docili e insicuri. Un solo sguardo e la sua anima, la sua voglia di vivere torna a galla, stipula un patto con lei, un anno di corrispondenza, con o senza risposta lui ci proverà, invia pagine e pagine di se stesso, di sincerità, della sua vita, chiedendole di mentire alle volte, di nascondere i nomi della sua vita, ma lei non lo fa. Il patto si stringe. Lui si svela come uomo, come bambino, come falsario, come amante. Le parole scivolano lente, penetrano nell’anima di chi legge, aprono i pori della pelle e traspirano all’interno, contaminando.

Yair. Infedele, folle, amante romantico e carnale, non pesa le parole le butta giù come vengono, senza cancellature, si presenta così, nudo. Mi ha trascinata nella sua vita. Mi ha completamente catapultata in una storia che volevo fosse mia, volevo ricevere quelle lettere e dargli una risposta, dirgli quanto non riuscivo a respirare e quanto fosse stato difficile finire una lettera e iniziarne un’altra. Leggevo leggevo e morivo, l’angoscia era uno stato d’animo ancora sconosciuto, nessuno con le sole parole mi aveva e lasciato per giorni un peso sul cuore. Buttata a terra giorno dopo giorno mi sentivo persa, ho sentito di non avere più nulla mentre leggevo le sue lettere, ho desiderato come Miryam di vederlo arrivare alla mia porta.

Uno dei libri più VIVI che abbia mai letto, l’ho sentito respirare con me. Trattenere il respiro. Quando Yair era arrabbiato o deluso, lo percepivo e il mio umore cambiava con lui. Mi ha spinto ad odiare Miryam, e poi quando lui rompe il patto inizia il quaderno di Miryam un diario di una donna, una madre, forte, da sentimenti ardenti che non riusciva a sentire e che solo le parole di quest’uomo vero o no che fosse era riuscito a ridarle. Era viva, aveva trovato quell’ amico che lui giura di essere, un protettore a ogni costo.

Questa donna è diventato un simbolo. L’ho amata con tutta me stessa e la sua storia, i suoi tormenti mi hanno trafitta. Grossman ha preso il mio cuore, i mie polmoni, le mie viscere e ha deciso di preparare uno spezzatino, farlo rosolare in pentola per giorni e poi lo ha mangiato come spuntino notturno, quando nell’ultima parte i due protagonisti sentono le loro voci e si incontrano.

E quello che rimaneva del mio cuore ha deciso di prenderlo e strizzarlo come uno straccio vecchio.

Questo libro mi ha riempito di desiderio, togliendomi tutto.

Quando ho girato l’ultima pagina, ho guardato il vuoto, forse guardavo dentro me stessa. Ho impiegato un’ora prima di piangere, di riuscire a muovermi nel buio della mia stanza. Mi sento come l’ultimo petalo di un fiore che cade e danza muto nell’aria… ma qualcuno credo abbia raccolto i pezzi e li abbia nascosti in una piccola scatola. Ogni tanto appena riuscirò a trovare le forze, prenderò uno di quei petali e me lo riattaccherò di nuovo addosso, ma prima devo respirare e per farlo dovevo raccontarlo a qualcuno. A te mio caro lettore. Voglio che anche tu prova questa vita, perché la privazione e la perdita, è il modo più radicale per rinascere, come una fenice.

Serena, la mia amica libraia, ha tagliato i capelli, si è rasata mezza testa, ha dato una svolta, questo libro ti porta a fare un cambiamento, che sia un taglio di capelli o quello di ballare nudo in una vallata.

 

Quindi lettore, a te dono questo libro, queste parole che vibrano tra le righe.

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Chiara Viaggi

- Ciao ragazzi, sono Chiara, ma per voi miei lettori sono Ceciolla! Chiamatemi così, immaginatemi come una bambina che gironzola in una libreria e annusa le pagine dei libri. Annusa la carta e ascolta il suo fruscio.

Secondo le statistiche annuali del sito… la Rivista #OneElpis è letta in gran parte mondo. Il Paese dove è più visualizzata è l’Italia con ben 13’124 visite. Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti con 1'080 viste… al terzo il Regno Unito con 177 visite... poi la Spagna con 145, l'Irlanda con 131, Perù con 94, Messico con 76, Brasile con 53, Turchia con 44, Germania con 42. A seguire : Australia, Russia, Svizzera, Costa Rica, Francia, Polonia, Argentina, Grecia, Belgio, Repubblica Dominicana, Paesi Bassi, Giappone, Cina, Romania, Portogallo, Togo, Canada, Guatemala, Repubblica di Macedonia, Austria, Cile, Albania, Repubblica Ceca, Egitto, Colombia, RAS di Hong Kong, Israele, India, Ungheria, Danimarca, Lituania, Bulgaria, San Marino, Norvegia, Algeria, Uruguay, Moldavia, Paraguay, Corea del Sud, Venezuela, Slovenia, Aruba, Serbia, Ecuador, Libano, Città del Vaticano, Singapore, Svezia, Kuwait, Malta, Filippine, Marocco… #VivaOneElpis #OneElpisGo

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