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“Federico Tadolini” scrittor e regista thriller – horror

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15/03/2017 di Redazione @OneElpis

 

Scrittore e regista. Quali di queste due forme artistiche ti rappresenta di più?
Sono due cose diverse. Mi sento rappresentato nella stessa maniera da tutti e due, anche perché come hai potuto vedere faccio sempre quello in cui penso di poter apportare qualcosa di mio, di personale. Scrivere mi riesce più semplice, è rilassante, sono da solo e in un secondo momento a contatto con l’editor. Fare cinema è difficilissimo, ti trovi a dover gestire parecchie persone, devi cercare di far capire quello che vuoi, e ci sono tante altre variabili. E’ stressante in una maniera assurda, ma nello stesso tempo una soddisfazione paurosa e che ogni volta ti spinge ad andare avanti.
Poi è logico, veder proiettato uno dei tuoi lavori all’interno di un cinema, è sempre il sogno di ogni ragazzo nato col cinema e che morirà dentro ad un cinema.
Comunque ho faticato molto di più in ambito editoriale, ho esordito nel 2013 col racconto Memorie di un torturatore pubblicato nell’antologia oltre la paura, ma ci stavo provando da parecchi anni rifiutando ogni tipo di contratto dove paradossalmente avrei dovuto pagare io. Odio le “case editrici” stamperie a pagamento. Senza voler per forza criticare qualcuno che si è fidato di queste cose, la sostanza è sempre quella: ognuno fa come vuole, senza avere la verità suprema in tasca.

 

 

Tu sei noto per aver scritto e diretto cortometraggi molto violenti e sanguinari. Ti piacerebbe cimentarti con qualche altro genere?

Beh se vuoi fare il regista ovviamente non ci si può porre dei limiti, senza voler fare il paladino dei generi con slogan assurdi In gore we trust. Per il momento ho rifiutato diverse proposte inerenti altri generi, perché semplicemente non li sentivo nelle mie corde, in futuro chissà…. Comunque guanti neri è già molto sobrio rispetto agli altri cortometraggi che ho fatto. Sul discorso violenza, ogni volta che faccio una presentazione c’è sempre qualcuno tra il pubblico che mi chiede “ma era necessaria tutta questa violenza?”. A volte mi sembra di essere tornato indietro di vent’anni, ovvero quando gente di quarant’anni non riusciva a cogliere l’ironia in fumetti come Splatter e io che avevo nove anni ci ridevo come un pazzo. La società è violenta, l’essere umano è violento, il giornalismo è violento, fa sempre più scalpore una notizia choc che una bella. In confronto a tutto questo schifo, io rappresento una violenza alla Walt Disney. In alcune proiezioni mi sono trovato davanti ad un pubblico di ragazzi sotto i quattordici anni. Ecco, l’unico cortometraggio che ho fatto adatto ad un pubblico maggiorenne è Il collezionista, quello è nero come la pece, mentre Evisceral plague abbonda di violenza, ma è altamente fumettistico e ironico.
Un’altra cosa abbastanza strana riguarda Guanti neri, che come detto in precedenza si discosta abbastanza dagli eccessi di sangue e brutalità fatti precedentemente, se prima venivo criticato per questa violenza così gratuita, alcuni hanno avuto da ridire perché guanti neri si discosta troppo dal mio stile.
Ringraziando calorosamente per il fatto di avermi già affibbiato dopo solo sei cortometraggi “uno stile che mi rappresenta”, non capisco il motivo per cui una fetta di pubblico pretenda “l’immobilismo artistico”e in alcuni casi si senta tradito. Boh… appena troverò la soluzione, vi farò sapere.

 

 

Nel mondo dei registi underground, c’è più amicizia o rivalità?

Beh, non fate gli ipocriti… quando leggete le diatribe varie, le superbe cazzate facebookiane vi divertite.. fa sempre più scalpore una brutta notizia che una buona.
Ti posso dire che ci sono tantissime storie d’amicizia vera, e non strettamente legate all’ambito lavorativo che sono riuscito ad instaurare con diverse persone. Poi come in tutti i settori, ci può stare benissimo che con qualcuno non si possa legare, ma non vedo dove sia il problema.
Per il resto sono una persona di compagnia, mi piace fare gruppo, non vado d’accordo con i permalosi e con i falsi.

 

 

Pensi che il cinema horror e thriller potrà ritornare al successo?

Ancora con questa filastrocca… ma dai… toglietevi ogni speranza, non ci sarà mai un ritorno del genere horror- thriller in italia.
Per una serie di motivazioni che ti elenco: ambito logistico, perché interessa più ad una fetta di pubblico in netta minoranza, se investi in un film, in un lungometraggio ci deve essere un tornaconto che non è solamente quello relativo alle vendite dei dvd (che se ci fai caso dopo nemmeno venti, trenta giorni subiscono un rapidissimo calo di prezzo), ma relativo alle distribuzioni nei cinema, che avviene sempre più di rado e con incassi ridicoli. Negli ultimi anni di film ne sono stati fatti anche in Italia: Oltre il guado di Lorenzo Bianchini è un film straordinario, distribuito all’estero e successivamente in Italia, Shadow, Tulpa di Zampaglione, Paura dei Manetti, ma anche i film di Cristoharo, Anger of dead di Picone , Morituris di Picchio. Cosa hanno in comune questi film? La puzza sotto al naso dello spettatore medio che enfatizza un difetto invece di apprezzare le cose positive. I festival vengono disertati, i film vengono scaricati. Ragazzi, ma tutto questo interesse dove sarebbe? Morituris è stato fatto da un regista di neanche trent’anni con tutta l’inesperienza, il coraggio e la sacra follia del caso. Vatti a leggere tante recensioni e tanti commenti inerenti il nero del bosco, non si vede un c…o ecc. ma vogliamo scherzare? Sarebbe da dare una pacca sulle spalle al regista e chiedergli se è in vendita il coraggio per avventurarsi in un progetto simile e proporsi con un film del genere in italia.
Poi ci sono le varie testate web che amo immaginarmeli vestiti da crociati con la cappa e la spada nell’intento di purificare il cinema indie, spesso senza nemmeno riuscire a costruire una recensione di senso compiuto ma perdendosi dentro i loro deliri radical chic. Contenti loro, contenti tutti.

 

 

Quali sono le tue influenze artistiche letterarie e cinematografiche?

Come dico spesso, mi piacerebbe dirti sono nato con Fulci e Bava, ma purtroppo li ho scoperti tardissimo. Io sono nato col cinema di Dario Argento, la prima paura l’ho provata con il suo film Opera. Argento è sempre un argomento spinoso e tengo a precisare che quando critico tutti i suoi film dopo La sindrome di stendhal, non lo faccio mai per cattiveria, ma sono obiettivo e per me rimangono inguardabili. Mai detto niente su Argento persona, anzi l’ho pure conosciuto a teatro prima del Macbeth e come è stato una persona squisita. Per il resto io sono nato col fumetto, quello di Splatter, Mostri della Acme e con Dylan Dog . Su splatter numero 4 della nuova serie ci sono pure finito su di un articolo inerente il cinema indie, pensa che soddisfazione. Un regista contemporaneo che amo alla follia è Nicolas Winding Refn, un mostro di tecnica e visionarietà, allucinante. Influenze letterarie direi i classici come Edgar Allan Poe, Lovecraft, Laymon, Barker ma anche il nostro Paolo Di Orazio. Nessuno è profeta in casa, però non dimentichiamoci l’apporto fondamentale che Paolo ha dato alla letteratura horror in italia. Prima che lui pubblicasse Primi delitti, la parola splatterpunk era ancora una sorta di bestemmia indecifrabile.

 

 

Puoi anticiparci qualcosa inerente i tuoi progetti futuri?

Premesso che alcune cose sono in mano a varie case editrici e che aspetto solamente la relativa pubblicazione, per il resto ti posso dire come si è concluso il 2016 e iniziato il 2017.
Ovvero con tantissimo interesse (in un caso pure troppo…) da parte sia del pubblico sia dei vari critici del settore.
Abbiamo esportato il nostro progetto splatterpunk Strisciano sull’asfalto al torinohorrorfeest, al fantafestival di Roma e al Thrauma di Viareggio. Mi hanno dedicato una retrospettiva completa dei miei cortometraggi in un circolo a camaiore in una serata dedicata ad Herschell Gordon Lewis, in più recensioni varie del collezionista, di evisceral plague, di guanti neri con altre tre interviste pubblicate su vari siti come ad esempio jamovie, japanimando ecc..Non male dai, in più ad inizio 2017 ho ricevuto la pubblicazione del mio racconto Massacre: a classic slasher movie all’interno dell’antologia orrore al sole.
Si trattava di un progetto abbastanza folle, ovvero scrivere un racconto di due paginette in poco tempo. L’idea iniziale era quella di proporre una sorta di campionario di brutalità assortita ma una persona mi consigliò di provare a scrivere in una forma abbastanza anomala, tale da rendere il racconto diverso dagli altri. Ho seguito il consiglio e ho scritto una sorta di sceneggiatura di una scena ambientata sulla spiaggia, che spero di riuscire a tramutare anche in un cortometraggio di prossima realizzazione.
Grazie a tutti per l’attenzione e preghiamo Elvis Presley per la rinascita del cinema di genere in Italia. Lunga vita al RE.

 

© Roberto Ricci

RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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Roberto Ricci

Nasce ad Ancona il 30-12-1963, dove risiede e svolge la professione di parrucchiere. Nel 2012, oltre a festeggiare il ventennale dell'attività, vince il Premio Racconti Nella Rete "sezione corti", un concorso legato al Festival letterario LuccAutori, con il racconto thriller IL CAPPOTTO, che diventa un cortometraggio diretto da Giuseppe Ferlito. Segue la raccolta RESPIRO TAGLIENTE, contenente quello e altri tre racconti dello stesso genere. Nel 2014, esce la seconda raccolta BUIO ROSSO, contenente sei nuovi racconti più i quattro della precedente. Da uno dei nuovi, GUANTI NERI, viene tratto l'omonimo cortometraggio diretto da Federico Tadolini. Altri due, L'INQUIETANTE NOTTAMBULO e LA BALLERINA, vedono una trasposizione a fumetti, in un albo distribuito dalle Edizioni Inkiostro e presentato a Lucca Comics. Il racconto LE PALLINE DI NATALE, viene pubblicato nell'antologia "Schegge Per Un Natale Horror 2014". Nel 2015, pubblico IL VEGLIONE DI CARNEVALE nell'antologia "Ombre Gialle Brividi Neri" e scrive il soggetto inedito del cortometraggio NEL SILENZIO DELLA NOTTE, diretto da Massimiliano Belvederesi. Nel 2016, esce il terzo libro (primo romanzo) dal titolo L'ACCONCIATURA SBAGLIATA. Scrive il soggetto inedito del mediometraggio IL SEGRETO DI CAINO, diretto da Luca Guerini. IL LOCULO DI FIANCO, è un racconto pubblicato nell'antologia "Z Di Zombie 2016". Vince uno dei premi "Menzione Speciale", al concorso Giulia In Giallo - Delitti E Diletti (legato al Festival del giallo di Giulianova), con il racconto LA STANZA DEL SANGUE, pubblicato nell'antologia ufficiale del concorso, ed un altro premio per il racconto E' SOLO UN GIOCO" al concorso Racconti Marchigiani, pubblicato nell'omonima antologia. Nel 2017 sono previsti: il lavoro teatrale MALA TEMPORA, che andrà in scena a metà Aprile. Il cortometraggio IL PROVINO, che sarà presentato in estate. Entrambi i lavori, lo vedono a collaborare nuovamente con Luca Guerini. Inoltre per fine anno, è prevista la prima del film TANGO OSCURO, per la regia di Massimiliano Belvederesi. Nel frattempo però, si ricorda sempre che il suo lavoro principale è quello di parrucchiere, e vi aspetta nel suo salone di Via Trieste 11a. Nel 2017 sono ben 20 anni di negozio. Nozze d'argento!!!!

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