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El Regista Claudio Lattanzi

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21/02/2017 di Redazione @OneElpis

 


Il Regista C. LATTANZI sul Set

 |  Ciao Claudio. Tu hai fatto parte della storia del cinema Italiano della paura. Vuoi presentarti ai lettori di OneElpis?   

Nasco come appassionato del genere thriller horror, con il preciso intento di fare cinema nella mia vita. Durante la mia adolescenza, ho divorato centinaia di film, costruendomi piano piano una mia cultura personale, spaziando da registi come Fritz Lang e David Lynch, a Hitchcock e Mario Bava. Ma è l’incontro filmico con Dario Argento che ha cambiato il mio approccio al genere. Poi, sono riuscito a incontrarlo e ho conosciuto il suo aiuto regista dell’epoca, Michele Soavi. Con lui nacque un sodalizio professionale, iniziato nel 1985, dove feci il suo aiuto regista per un documentario su Argento. Poi, proseguì facendogli da aiuto nel suo primo film Deliria, prodotto dalla Filmirage di Aristide Massaccesi. Proprio la Filmirage, produsse anche il mio primo film da regista Killing Birds.
Il tuo film Killing Birds è fra i più ricercati dai collezionisti. Vuoi parlarcene?   

 Killing Birds è un film al quale sono molto affezionato, anche se chiaramente ha tutti i difetti di una produzione a low budget. Purtroppo, non venne rispettato in pieno il mio soggetto originale. Nel film, ho anche ricoperto il ruolo di uno zombi e le mani assassine sono le mie. Anni fa, mi proposero anche di girare un Killing Birds 2.  


Sei stato sul set di due importanti horror Italiani dell’epoca: Deliria e La Chiesa. Che aria si respirava sul set? Hai qualche aneddoto da raccontare?  

 Sono due film totalmente diversi. Deliria è un film a basso costo prodotto dalla Filmirage, mentre La Chiesa era una grossa produzione di Argento e distribuita da Cecchi Gori. Deliria tra l’altro, vinse il Festival di Avoriaz. In entrami i set comunque, si respirava un’aria fantastica. C’era creatività e voglia di fare. Ti cito due aneddoti: in Deliria, nella scena dell’ospedale quando viene inquadrata la cella di Irwing Wallace e scopriamo l’infermiere con la siringa nella gola, l’avvicinamento attraverso le sbarre doveva essere fatto con un semplice zoom. Soavi invece, fece costruire una porta di sbarre finte aperta al centro, e nel momento in cui la macchina da presa carrellava verso l’infermiere, questa si apriva dando modo di raggiungere il suo viso in primo piano. Nella Chiesa invece, l’intero crollo finale, fu fatto dalle maestranze, me compreso, che dall’alto di alcuni ponteggi scagliavamo nella navata della chiesa ricostrita negli studi De Paolis di Roma, pezzi di mattoni, vetri e polvere in gran quantità. 


Credi che il cinema della paura tornerà agli antichi splendori?   

Non credo. Il periodo è molto diverso e anche la produzione in Italia. Questo fatto mi rammarica molto, perchè il nostro cinema horror e thriller è conosciuto e imitato in tutto il mondo. Oggi, creare un film di genere è un’impresa. Si deve costruire a tavolino. Deve essere ovviamente low budget, e se si riesce a trovare miracolosamente una produzione, difficilmente si trova la distribuzione. Fortunatamente il genere è vivo, grazie a tantissimi appassionati e a numerosi Festival nazionali e internazionali. Comunque è la mia passione e io non demordo.   


 Tu sei sceneggiatore e regista. Quale ruolo preferisci fra i due?   

   Io sono più soggettista che sceneggiatore. Scrivere l’idea di un film e poi dirigerlo, per me è il massimo.   


Quali sono i tuoi progetti futuri?

   Ho iniziato a scrivere un film horror con il grande scrittore e sceneggiatore Antonio Tentori. Anzi, a dire il vero è lui che scrive la sceneggiatura nata da mie idee. Insieme, ci confrontiamo e portiamo avanti questo progetto. Due matti, che si sono uniti, per creare una storia folle, cattiva e a tratti romantica. Dentro, ci sono tutte le caratteristiche del cinema che entrambi amiamo. Altro importante progetto, è un documentario che sto preparando, sul regista Michele Soavi. Infine, c’è un progetto molto interessante dell’ultima ora, del quale per il momento non posso rivelare nulla. Sarà un 2017 molto intenso.   


Grazie mille per questa intervista. 

 Grazie a voi e un saluto ai lettori di ONEELPIS.


Roberto Ricci 

RIPRODUZIONE RISERVATA 


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Roberto Ricci

Nasce ad Ancona il 30-12-1963, dove risiede e svolge la professione di parrucchiere. Nel 2012, oltre a festeggiare il ventennale dell'attività, vince il Premio Racconti Nella Rete "sezione corti", un concorso legato al Festival letterario LuccAutori, con il racconto thriller IL CAPPOTTO, che diventa un cortometraggio diretto da Giuseppe Ferlito. Segue la raccolta RESPIRO TAGLIENTE, contenente quello e altri tre racconti dello stesso genere. Nel 2014, esce la seconda raccolta BUIO ROSSO, contenente sei nuovi racconti più i quattro della precedente. Da uno dei nuovi, GUANTI NERI, viene tratto l'omonimo cortometraggio diretto da Federico Tadolini. Altri due, L'INQUIETANTE NOTTAMBULO e LA BALLERINA, vedono una trasposizione a fumetti, in un albo distribuito dalle Edizioni Inkiostro e presentato a Lucca Comics. Il racconto LE PALLINE DI NATALE, viene pubblicato nell'antologia "Schegge Per Un Natale Horror 2014". Nel 2015, pubblico IL VEGLIONE DI CARNEVALE nell'antologia "Ombre Gialle Brividi Neri" e scrive il soggetto inedito del cortometraggio NEL SILENZIO DELLA NOTTE, diretto da Massimiliano Belvederesi. Nel 2016, esce il terzo libro (primo romanzo) dal titolo L'ACCONCIATURA SBAGLIATA. Scrive il soggetto inedito del mediometraggio IL SEGRETO DI CAINO, diretto da Luca Guerini. IL LOCULO DI FIANCO, è un racconto pubblicato nell'antologia "Z Di Zombie 2016". Vince uno dei premi "Menzione Speciale", al concorso Giulia In Giallo - Delitti E Diletti (legato al Festival del giallo di Giulianova), con il racconto LA STANZA DEL SANGUE, pubblicato nell'antologia ufficiale del concorso, ed un altro premio per il racconto E' SOLO UN GIOCO" al concorso Racconti Marchigiani, pubblicato nell'omonima antologia. Nel 2017 sono previsti: il lavoro teatrale MALA TEMPORA, che andrà in scena a metà Aprile. Il cortometraggio IL PROVINO, che sarà presentato in estate. Entrambi i lavori, lo vedono a collaborare nuovamente con Luca Guerini. Inoltre per fine anno, è prevista la prima del film TANGO OSCURO, per la regia di Massimiliano Belvederesi. Nel frattempo però, si ricorda sempre che il suo lavoro principale è quello di parrucchiere, e vi aspetta nel suo salone di Via Trieste 11a. Nel 2017 sono ben 20 anni di negozio. Nozze d'argento!!!!

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