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 Be a tourist in your own town

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14/02/2017 di Redazione @OneElpis

M. Maddaloni
 
 

  |  A quanti di noi sarà capitato di passeggiare per le strade più famose della nostra città senza conoscerne la storia? Assaporare una specialità senza informarci sulle sue origini? O utilizzare parole, espressioni e proverbi ignari della loro provenienza? Tantissime volte, e spesso inconsapevolmente. 

Ma sicuramente sarà capitato anche di soffermarci un istante e di essere travolti dalla curiosità. Come ci comportiamo in casi come questi? L’unica cosa che possiamo fare è quella di indossare i panni di un turista e farci guidare dalla loro voglia di intraprendere un viaggio all’insegna della scoperta. 

Partiamo dalle cose più scontate e, forse per questo, le più sconosciute. Il cognome Esposito, il primo in Campania e nel comune di Napoli, ha alle spalle una storia intrigante e appassionante, degna di attenzione. 

La Real Casa Santa dell’Annunziata, eretta nel XIV secolo, è il punto in cui si svolge la vicenda. Quì, le famiglie abbienti che non potevano assicurare ai loro piccoli alcun futuro, decidevano di affidarli alla misericordia della Madonna dell’Annunziata riponendoli nella cosiddetta “rota”. Il passaggio attraverso il muro, per mezzo del tomo, permetteva ai genitori di mantenere segreta la loro identità. Alcuni madri lasciavano un segno di riconoscimento, una medaglietta, un lenzuolo, o un semplice bigliettino, in caso di un eventuale ripensamento. 

Sulle origini del nome vi sono parecchie idee contrastanti: si dice che lo prendessero dalle balie ai quali erano affidati, oppure dal santo “protettore” che coincideva al giorno del loro ritrovamento o ancora si dice fossero frutto di pura fantasia. 

Il cognome, invece, se non era stato scritto sulla medaglietta appesa al collo al momento dell’abbandono, era sempre Esposito.

Esposito, dal latino “Espositus”, ovvero esposti alla protezione della Madonna (nell’apposita ruota visibile tutt’ora presso l’ospedale dell’Annunziata). 

La prima testimonianza risale al 1623, un bambino di soli 2 anni a cui era stato dato il nome di Fabrizio. L’usanza proseguì fino al 1814, fino a quando Gioacchino Murat, generale francese e Re di Napoli eliminò questa consuetudine. 

La prima ruota in assoluto nacque in Francia nel 1188 e poi si diffuse nel resto del mondo. Attualmente vi sono paesi come l’India e il Pakistan che ne fanno ancora uso.
   

 
Miriana Maddaloni
 

RIPRODUZIONE RISERVATA 



 

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