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Intervista al Regista Luca Guerini 

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12/02/2017 di Redazione @OneElpis


Oltre che regista di teatro, hai girato anche cortometraggi. Qual è la differenza sostanziale e cosa preferisci fra le due attività artistiche?

Nel cinema contano sicuramente molto i mezzi e i collaboratori quindi la resa dipende da fattori diversi non legati solamente alla mia attività. A teatro curo personalmente le varie fasi: dall’apertura del file word per scrivere la prima battuta all’ultima chiusura del sipario. Con questo non intendo che il cinema mi appartenga meno, anzi mi affascina molto ed è un ottimo strumento per veicolare messaggi e raccontare storie per me importanti. Devo ringraziare per questo i miei collaboratori Nicola Pascucci e Giacomo Bertozzini con i quali si è creato un gruppo di lavoro stupendo.


Con Il Segreto Di Caino hai toccato il genere thriller – horror. Che rapporto hai con questo genere cinematografico? Ripeterai l’esperienza

Sono ovviamente un fan del genere, sennò non ci sarebbe stato neanche il primo approccio. La domanda è lecita in quanto chi mi conosce sa che non mi piace “intrattenere” lo spettatore e quindi potrebbe ritenersi una contraddizione: in realtà è nel modo di raccontare queste storie che nasce il mio stimolo: anche affrontando “trame molto di genere” bisogna sempre partire con la domanda “perché lo spettatore dovrebbe guardarmi?” domanda che mi accorgo spesso alcuni miei colleghi non si fanno.

La vera sfida è portare questo genere a teatro.

Penso che si possa parlare di sfida solo perché non è un genere spesso “cavalcato”e di conseguenza non trova spazio nelle stagioni di prosa ufficiali. Sono sicuro che una trama del genere tenga incollato il pubblico alla poltrona fino all’ultima battuta, poi se qualcuno si scandalizza per le scene onestamente non sono problemi miei. Con il mio gruppo pesarese metterò in scena la Lisistrata (ovviamente non faccio questo discorso perché Lisistrata sia un horror) e il sottotesto del mio allestimento è “questa commedia è stata scritta 2028 anni fa, se vi scandalizzate ancora sono c***i vostri”, purtroppo è così, alla prima parolaccia o scena più spinta c’è chi abbandona la sala, ma non possono essere problemi miei.


Parlavi del gruppo pesarese, ci puoi dire qualcosa di più?

Ci tengo a questa domanda perché sono orgoglioso dei ragazzi che mi seguono a Pesaro. Ho un progetto grande per loro che piano sta andando avanti (dico sempre: non si può passare dalla parrocchia all’Ariston in tre mesi). Il fatto che abbia sede a Pesaro è solo uno spazio geografico perché quello che ho in mente è ancora più grande ossia creare un gruppo di una quindicina di persona che possano con me fare questo lavoro a tempo pieno stagione dopo stagione. Attualmente il gruppo è composto da quaranta persone meravigliose (non vuol dire ovviamente che venticinque verranno respinti) che sono un vero gruppo: si aiutano, si cercano e danno il massimo. Andiamo spesso al cinema insieme o a vedere spettacoli per creare un’identità comune. Non è retorica quando dico che sono orgoglioso di loro.

Prossimi progetti?

Partiranno nella prossima settimana i primi spettacoli della stagione primaverile nel comprensorio pesarese, mentre torna sulla scena Michelangelo Generoso che dopo essere stato a Roma verrà portato anche nelle Marche. Ritornando al discorso che facevamo debutterà Mala Tempora, La scuola dei Padri, Diagrammi statistici sull’industria del marzapane, mentre a lungo termine anche due classici: La parigina di Henri Becque e Il berretto a sonagli di Pirandello.


Roberto Ricci

RIPRODUZIONE RISERVATA



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Roberto Ricci

Nasce ad Ancona il 30-12-1963, dove risiede e svolge la professione di parrucchiere. Nel 2012, oltre a festeggiare il ventennale dell'attività, vince il Premio Racconti Nella Rete "sezione corti", un concorso legato al Festival letterario LuccAutori, con il racconto thriller IL CAPPOTTO, che diventa un cortometraggio diretto da Giuseppe Ferlito. Segue la raccolta RESPIRO TAGLIENTE, contenente quello e altri tre racconti dello stesso genere. Nel 2014, esce la seconda raccolta BUIO ROSSO, contenente sei nuovi racconti più i quattro della precedente. Da uno dei nuovi, GUANTI NERI, viene tratto l'omonimo cortometraggio diretto da Federico Tadolini. Altri due, L'INQUIETANTE NOTTAMBULO e LA BALLERINA, vedono una trasposizione a fumetti, in un albo distribuito dalle Edizioni Inkiostro e presentato a Lucca Comics. Il racconto LE PALLINE DI NATALE, viene pubblicato nell'antologia "Schegge Per Un Natale Horror 2014". Nel 2015, pubblico IL VEGLIONE DI CARNEVALE nell'antologia "Ombre Gialle Brividi Neri" e scrive il soggetto inedito del cortometraggio NEL SILENZIO DELLA NOTTE, diretto da Massimiliano Belvederesi. Nel 2016, esce il terzo libro (primo romanzo) dal titolo L'ACCONCIATURA SBAGLIATA. Scrive il soggetto inedito del mediometraggio IL SEGRETO DI CAINO, diretto da Luca Guerini. IL LOCULO DI FIANCO, è un racconto pubblicato nell'antologia "Z Di Zombie 2016". Vince uno dei premi "Menzione Speciale", al concorso Giulia In Giallo - Delitti E Diletti (legato al Festival del giallo di Giulianova), con il racconto LA STANZA DEL SANGUE, pubblicato nell'antologia ufficiale del concorso, ed un altro premio per il racconto E' SOLO UN GIOCO" al concorso Racconti Marchigiani, pubblicato nell'omonima antologia. Nel 2017 sono previsti: il lavoro teatrale MALA TEMPORA, che andrà in scena a metà Aprile. Il cortometraggio IL PROVINO, che sarà presentato in estate. Entrambi i lavori, lo vedono a collaborare nuovamente con Luca Guerini. Inoltre per fine anno, è prevista la prima del film TANGO OSCURO, per la regia di Massimiliano Belvederesi. Nel frattempo però, si ricorda sempre che il suo lavoro principale è quello di parrucchiere, e vi aspetta nel suo salone di Via Trieste 11a. Nel 2017 sono ben 20 anni di negozio. Nozze d'argento!!!!

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