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Intervista a CLARA SPADA “Donna di Cultura” dal Teatro alla RAI

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13/01/2017 di Vincenzo Marrazzo

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-Chi l’ha spinta ad amare la lettura, ovvero chi le ha fatto conoscere l’amore per la cultura ?
Dai 5 anni in poi, grazie a mia mamma che mi ha insegnato ad amare libri, lirica, teatro, balletti, concerti, cinema… arte.

 

Da quale mondo artistico è stata maggiormente attratta ?

Nessuna di persona. Mi piaceva molto andare a teatro.

 

Che ne pensa della cultura teatrale di oggi ?

Posso dirti le parole di Rossella Falk: “i giovani non studiano più. Illusi: non basta fare il tronista ed essere attore!”

 

Quale è la sua passione ?

Leggere tutti i libri famosi del mondo! E un po’ ci sono riuscita…

 

Cosa le piace in particolare ?

Mi piace tutto ciò che è ben fatto. Ho visto grandi cantanti lirici, grandi attori di prosa, grandi concertisti. Posso urlare per un concerto di Paolo Conte o Raphael Gualazzi, persino Max Gazzè… ma anche desiderare di inginocchiarmi davanti a “La Ronda” ad Amsterdam o commuovermi per “La dama con l’ermellino”. E piangere a Berlino sul luogo in cui hanno bruciato i libri. Vedere una inquadratura di film in b/n e sapere titolo e attori…

 

Quale ambito dei mass-media preferisce di più …e perché ?

Il mio “motto” è Tutto Mi Incuriosisce. Non mi ritenevo degna di essere speciale. Ho iniziato per caso col giornalismo, attenta alle “fonti”, al formato del quotidiano o della rivista, leggendo giornali stranieri per essere “più avanti” con le notizie… ma mi ha divertito anche girare per la TV. E intervistare in diretta per una radio privata.

 

In televisione, quale era il suo ruolo ?

Mi hanno proposto di lavorare come “consulente esterna” ad un programma di approfondimenti religiosi su RAI2, a cura di Don Giovanni D’Ercole. Dovevo proporre “idee” su puntate attinenti al programma. Ne presentavo un tot abbondante e il capo struttura sceglieva quelle rientranti nel budget annuale. Dopo scelte, ampliavo l’argomento indicando fatti, luoghi, contatti. Cercavo di “girare” in Sardegna, ma non solo. Con la regista facevamo i sopralluoghi e prendevamo i contatti. Poi, con la troupe, si “girava”. Infine sala di montaggio. Ed io che credevo di scrivere idee e basta!.

 

Quali sono le letture preferite ?

Ho accanto a me, sempre, DIARIO di Etty Hillesum e la Bibbia. Ma amo qualsiasi libro scritto bene, particolare… per es. “Il cinghiale che uccise Liberty Valance”.

Vivo in una casa che più che una abitazione è una libreria! Libri dappertutto, di ogni genere. Quando scrivo mi capita di fermarmi e andare a leggere “Dedalus” o un Haiku. Poi mi chiedo dove trovo il coraggio di scrivere… leggo molto libri sui campi di concentramento, gulag, lao-gai e non so come l’uomo possa essere tanto crudele coi suoi simili. Non mi ritrovo nella frase “banalità del male”: è il male che vince l’orrore diventando appunto banale.

Ogni tanto mi riposo con qualcosa di più leggero, magari un “giallo”. Ho letto tutto di Agatha Christie, grande e umile, però trovo che il suo più bello sia “Autobiografia”…

 

 

Attualmente quante pubblicazioni ha realizzato e di che trattano ?

Sono cinque, ognuno di diverso argomento. Impiego molto tempo, quasi tutti

necessitano ricerche. Il primo non era da pubblicare, scritto per la famiglia. Invece ha fatto tutto da solo: la MURSIA ha creato una collana apposta, “Golosìa”.

Recensito, presentato, tradotto e pubblicato in Francia. Il secondo, sempre per “Golosìa”, sul cibo sefardita citato nella Bibbia. Rilettura laica della Bibbia e ricerche in vecchie scartoffie in inglese al Centro culturale ebraico di Roma.

Altri libri: storico “Un Leone nel cuore”; giallo: “La Chiave del Vaticano”; e-book “Il Come e il Quando” .

Inoltre racconti brevi qui e là…

Ho co-fondato un quotidiano, inventato la prima pag. dedicata alle donne come se fosse un giornale completo. Scrivevo con pseudonimo.

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Nel corso della sua vita ha conosciuto dei personaggi che le hanno cambiato la vita ?

Eh, sì! Il poeta e scrittore Marcello Serra, amico di famiglia. Mi ha “costretto” a scrivere per la sua nuova rivista il mio primo articolo. E da lì ha preso il via la mia avventura giornalistica.

Devo a lui l’incontro con mio marito. Per me è stato ed è un grande (pignolissimo) maestro. Ottimo giornalista.

 

 

Dei suoi viaggi interculturali quali sono le esperienze piacevoli che ricorda di più ?

In Romania, unica donna della troupe. Ho preso io i contatti con l’Ambasciata a Roma: sapevo che avrei incontrato per prima l’addetta culturale, poi l’ambasciatore. Le ho portato una rosa. E scopro che aveva tradotto in rumeno Grazia Deledda! L’ambasciatore ci ha organizzato il viaggio (interprete, auto, luoghi, incontri) e soprattutto la prima intervista concessa ad una TV straniera dal Patriarca Ortodosso! Da Bucarest fino al confine con l’Ucraina, poi giù per la Transilvania e quasi confine con l’Ungheria. Visto tutte le “Chiese dipinte” patrimonio dell’Unesco.

Ho organizzato un viaggio in El Salvador: purtroppo senza di me, non posso vaccinarmi. Ho proposto anche Rosslyn in inghilterra (prima di Dan Brown): purtroppo fuori budget.

C’è un purtroppo di troppo! Ti ho steso? Mi dispiace…

…e non siamo neppure a metà delle mie avventure…

 

Interessante 😀 !

 

Le piace l’antropologia ? 

Antropologia? in effetti, avendo fatto il primo quadriennio alla Pontificia Facoltà Teologica, antropologia era presente in quasi tutti gli esami. 45, tesi, esame di abilitazione (summa cum laude). … “Si Venus Mutatur – Omosessualità: un problema teologico e pastorale nell’attuale contesto socioculturale”. Era il 1991.

 

 

 

Cosa vorrebbe dire ai giovani di oggi che si avvicinano al mondo della cultura?

semplice: STUDIARE! LEGGERE! APPROFONDIRE! tanto pc e tablet li conoscono già da appena nati… A 13 anni ho chiesto a mia madre il permesso di iscrivermi in Ragioneria. Qui tutte le ragazze andavano al Liceo classico. L’ho convinta e non me ne sono mai pentita. Ho studiato materie che da sola avrei ignorato, e tutto serve. Anche la Teologia fatta per “colpa” di una amica. CONOSCERE.

 

Quale è il suo più bel sogno che col tempo si è realizzato ?

Essere viva. Avere un marito. Due figli. Tre nipoti. INTERESSI! ho da sempre un sogno ricorrente: intorno a me piante verdi fiori alberi gente festosa… mi piace.

 

 

Si dovrebbe inseguire la carriera o l’amore ?

Non sono incompatibili, anzi! quando scrivo è bello far leggere il “pezzo” per primo a mio marito. Come è bello il contrario: leggo sempre per prima ciò che scrive. Credo importante avere totale fiducia reciproca. In effetti siamo due “single” che non sanno vivere separati. Mi scrive poesie bellissime… le trovo la mattina accanto alla mia tazza per il tè…

 

 

Vuoi sapere altro ? Abbiamo finito ?

 

Per me va bene così

 

Se per te va bene, va bene anche per me.

 

Lei vuole aggiunger qualcosa ?

 

. . . Volevo una vita di quelle che non si sa mai… l’ho avuta!

 

GRAZIE!  kiss

 

Grazie a lei di cuore

 

È stato un onore !

 

 

 

 

Vincenzo Marrazzo

RIPRODUZIONE RISERVATA

 

One thought on “Intervista a CLARA SPADA “Donna di Cultura” dal Teatro alla RAI

  1. Clara Spada ha detto:

    Grazie! no words…

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