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Chanel 2.55, un’icona di stile senza tempo 

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07/01/2017 di Francesca Nardella

Di imitazioni e dupes di seconda mano a bizzeffe da anni sul mercato, grandi e piccole firme la citano anche nei packages di rossetti, cappotti, perfino torte e prodotti al di fuori del mondo della moda riprendono il suo allure.La 2.55 di Chanel.

chanel

Ormai 60 anni fa, mademoiselle Coco riesce ancora una volta a far breccia nel cuore di ogni donna francese prima, del mondo intero poi. Una creazione destinata a divenire un must per ogni donna di successo, non unicamente un puro vezzo, ma pratica e funzionale alla frenetica vita di ogni giorno, in grado di accompagnarla ad ogni meeting, evento o uscita senza troppo impegno, e distinguersi per la classe, innata.

Ma perché 2.55? Chiaro rimando alla data della sua creazione:Mademoiselle Chanel l’ideó nel lontano Febbraio del 1955. La classica flap matelassè, poi riprodotta in una sterminata serie di misure e varianti, è una borsa dallo stile inimitabile. Caratterizzata dalla tipica forma rettangolare e la tracolla con catenella e chiusura “lock”, poi modificata da Karl Lagerfeld, attuale direttore creativo della Maison Chanel, che introdusse la tipica chiusura “double C lock”, ovvero la stilizzata doppia C, in onore della sua creatrice (Coco Chanel, per l’appunto).

Questa strepitosa flap è universalmente riconosciuta oggi uno di quei “classici senza tempo”, ideata da mademoiselle Gabrielle “Coco” con unico scopo l’adattarsi alle esigenze di ogni donna in carriera degna di tale nome, attiva ed indipendente, che fosse capiente e tenesse libere le mani, grazie alla catenella da tracolla/spalla. Pur restando femminile e di classe.

Segno distintivo della rinomata e “leggendaria” maison francese,  ora emblema dell’haute couture e allo stesso tempo inventrice di soluzioni prêt-a-porter, rivoluzionó il mondo della moda con innovative e creativissime invenzioni di stile ed abbigliamento, a partire dai suoi abiti, cuciti Su e Per donne libere di far la differenza nel quotidiano. Creatrice di un capo altresì sorprendentemente inusitato:il Tailleur, che permise ad ogni donna di esprimere il proprio innato stile. Sempre di immense vedute, Mademoiselle Coco istituì con la 2.55 un’icona di stile intramontabile, che assieme alla Birkin Bag di Hermès, è la borsa più imitata e desiderata di tutti i tempi.

Essa parla anche al cuore di chi la guarda, perché racconta un po’ la storia della sua incommensurabile creatrice. Il tipico matelassé si dice sia liberamente ispirato ai giubbotti dei garzoni di scuderia visti da Coco nelle piste da corsa, l’interno color bordeaux ispirato alle divise dei bambini dell’orfanotrofio in cui visse Mademoiselle Chanel, e la fattura della catena che le ricordasse i portachiavi dei guardiani dello stesso posto che segnó l’infanzia della stilista.

Tripudio di haute couture ed insieme “artigianato”, in quanto la sua realizzazione è completamente a mano, e richiede materiali di elevata qualità, per la quale occorrono ben 18 mesi di lavorazione, esistente in diverse colorazioni e misure: dalla Mini alla Maxi Jumbo, ognuna con una marcia in più, ognuna simbolo di un’eleganza femminile disinvolta, atemporale e intramontabile, pensata ad hoc per una donna dei favolosi anni ’50,che inconsapevolmente, era destinata a diventare l’emblema della femminilità dell’oggi di sempre.

 

© Francesca Nardella 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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