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Quando nasce in Italia la cinematografia horror ?

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23/12/2016 di Collaboration For #OneElpis

Sembra difficile dare una risposta a questa domanda, ma in realtà non lo è.
Possiamo tranquillamente dare come data il 1957, anno in cui esce “I Vampiri” di Riccardo Freda, un bellissimo gotico interpretato da una straordinaria Gianna Maria Canale, film che purtroppo, non riscuote il meritato successo. Prima di allora, alcune pellicole avevano sfiorato l’argomento thriller e horror, senza però mai spingere l’accelleratore sul genere.

Il primo vero grande horror di successo arriva nel 1960, con “La Maschera Del Demonio” di Mario Bava, un regista che segnerà un’epoca e resterà nella storia del cinema della paura per tanti capolavori. Lo stesso Bava nel 1964, lancerà anche il genere thriller, del quale diventerà assoluto maestro Dario Argento. La protagonista della vicenda è Barbara Steele, nel ruolo di una strega. L’attrice, diventerà ben presto un’icona del genere, interpretando tantissimi film. A seguito dell’horror di Bava, arrivano altri capolavori come “Il Mulino Delle Donne Di Pietra” di Giorgio Ferroni, sempre nel 1960. Il regista tornerà poi al genere nel 1972 con un altro gioiellino, “La Notte Dei Diavoli”. Altri film del periodo sono : L’orribile Segreto Del Dottor Hichcock” (1962) di Riccardo Freda, e “I Lunghi Capelli Della Morte” (1964) di Antonio Margheriti, entrambi con Barbara Steele. Nel 1963 Mario Bava dirige un altro capolavoro assoluto : “I Tre Volti Della Paura”, prima di ritornare ad essere precursore dell’altro genere che ci ha reso famosi e copiati nel mondo.

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Nel 1964 infatti, arriva il giallo “Sei Donne Per L’assassino”, dove per la prima volta viene mostrata la terrificante figura del killer nerovestito con i guanti di pelle e un’arma bianca sempre pronta a colpire. Due anni dopo Bava dirige l’horror “Operazione Paura”, con l’inquietante figura della bambina con la palla, che sarà addirittura ripresa da Federico Fellini successivamente.

I tempi stanno però cambiando e il filone subisce una battuta d’arresto.

Per mettere paura non bastano più castelli diroccati, rumori di catene, pipistrelli e scheletri.

Un giovane regista romano, dopo una lunga gavetta come giornalista prima e sceneggiatore dopo, mette a segno il suo primo goal.

Il 19 Febbraio del 1970 esce “L’uccello Dalle Piume Di Cristallo” e questo regista si chiama Dario Argento.

Un successo strepitoso, al punto tale che Goffredo Lombardo, produttore a capo della Titanus, casa distributrice del film, gli commissiona immediatamente una seconda pellicola.

“Il Gatto A Nove Code” viene presentato al pubblico l’11 Febbraio del 1971.

Ancora una volta gli incassi sono strepitosi, anche se fra Argento e Lombardo c’è un forte litigio. Il produttore avrebbe voluto un giallo molto simile al precedente e (sbagliando di grosso), aveva previsto un fiasco colossale.

Per questo motivo il terzo film di Argento “Quattro Mosche Di Velluto Grigio”, esce a pochi giorni da Natale dello stesso anno, con un’altra casa distributrice la CIC (Cinema International Corporation).

In quegli anni, visto il grandissimo successo del genere, escono una serie infinita di gialli oramai definiti “Argentiani”, che vedono il nome di un animale nel titolo. Tra questi, molte brutte copie, ma anche tanti capolavori che sopravviveranno nel tempo e ancora oggi sono definiti veri cult.

Ad esempio “Una Lucertola Con La Pelle Di Donna (1971) e “Non Si Sevizia Un Paperino” (1972), entrambi di Lucio Fulci, un grande regista di genere, che nel corso degli anni sarà una sorta di spina nel fianco per Argento.

“La Tarantola Dal Ventre Nero” (1971) di Paolo Cavara, “Una Farfalla Dalle Ali Insanguinate (1971) di Duccio Tessari e “L’iguana Dalla Lingua Di Fuoco” (1971) di Riccardo Freda, che dopo i capolavori gotici degli anni prima, si trova spaesato e alle prese con un genere non adatto al suo stile oramai demodè.

Ci sono però in quel periodo, registi che realizzano pellicole completamente originali, che di “Argentiano” hanno poco o niente a partire dai titoli.

Il grande Mario Bava con “Reazione a Catena” (1971), Tonino Valeri con “Mio Caro Assassino” (1971), Massimo Dallamano con “Cosa Avete Fatto A Solange?” (1972) e Armando Crispino con “L’etrusco Uccide Ancora” (1972), che poi nel 1975 tornerà con un altro capolavoro “Macchie Solari”.

Altri tre capolavori del terrore sono “Chi L’ha Vista Morire?” (1973) di Aldo Lado, “Il Profumo Della Signora In Nero” (1974) di Francesco Barilli e soprattutto “La Casa Dalle Finestre Che Ridono” (1976) di Pupi Avati, un regista che legherà la sua carriera a un altro genere di film, pur regalando ogni tanto grandi perle di paura, come “Zeder” (1983) e “Il Nascondiglio” (2007).

In quegli anni, diventano noti i nomi di tantissimi registi che per un motivo o per l’altro, hanno lasciato un’impronta nel cinema del terrore.

Bruno Mattei, Umberto Lenzi, Sergio Martino, Ruggero Deodato, Renato Polselli e Luigi Cozzi, autore nel 1988 di “Paganini Horror”, considerato da molti, uno dei più brutti del genere insieme a “Patrick Vive Ancora” (1980) di Mario Landi, un finto sequel del film di Richard Franklin, con scene di insostenibile violenza e sesso ai limiti dell’hard.

Il successo di quelle pellicole è ovviamente dato anche da bravissimi sceneggiatori, come Dardano Sacchetti, Claudio Lattanzi, Franco Ferrini e Luigi Montefiori che, grazie alla notevole prestanza fisica, alternava la scrittura alla recitazione.

Cult è la sua interpretazione nel 1980 in “Antropophagus” di Joe D’amato (Aristide Massaccesi), famoso per i suoi eccessi in campo horror “Buio Omega” (1979) e successivamente in quelli porno.

Una piccola parentesi viene aperta dal grandissimo successo del film “L’esorcista” (1974), che porta anche in Italia (come nel resto del mondo) una serie di imitazioni. Vale la pena di ricordare due film : “L’anticristo” (1974) di Alberto De Martino, con una straordinaria Carla Gravina nel ruolo dell’indemoniata, e un cast di attori di altissimo livello, come Alida Valli, Mario Scaccia e Umberto Orsini. L’altro film da segnalare è “Chi Sei?” (1974) di Ovidio Assonitis, con Gabriele Lavia, che, prima di diventare il numero uno del teatro, ha legato il suo nome a varie pellicole del terrore.

Tornando ad Argento, ovviamente il regista non prese di buon grado tutta quella prolificazione di pellicole fotocopia, e per questo motivo cambiò il titolo del suo nuovo film, che aveva mantenuto per tutta la durata della lavorazione. La Tigre Dai Denti A Sciabola divenne “Profondo Rosso”, che uscì con immenso successo il 7 Marzo del 1975, distribuito dalla Cineriz, grazie anche alla colonna sonora dei Goblin, per molte settimane in testa alla hit parade. Alla sceneggiatura collaborò Bernardino Zapponi (già sceneggiatore per Federico Fellini), e il film segnò l’inizio del sodalizio professionale e sentimentale con Daria Nicolodi.

Gli altri interpreti sono David Hemmings, Macha Meril, Clara Calamai e Gabriele Lavia.

La stessa Nicolodi, scrisse con Argento il primo vero horror della sua carriera “Suspiria”, che uscì al cinema il primo Febbraio 1977.

Sempre nel 1977, vedono la luce tre pellicole bellissime: “Shock” di Mario Bava, “Il Gatto Dagli Occhi Di Giada” di Antonio Bido, e “Sette Note In Nero” di Lucio Fulci.

Il film di Bava è una grande lezione di stile e paura, dentro una storia di fantasmi che vede protagonista proprio la musa di Argento, Daria Nicolodi, alle prese con una delle sue interpretazioni migliori. Si può considerare il testamento artistico di Bava. Nonostante il richiamo “Argentiano” nel titolo, il film di Bido è un giallo originale, soprattutto nella suggestiva parte finale ambientata a Padova.

Purtroppo, dopo il successivo e altrettanto bello “Solamente Nero”, uscito l’anno dopo, di Bido si sono perse le tracce.

Recentemente, il regista è riapparso con un videoclip su Youtube e si vocifera di un suo ritorno al cinema.

Quello di Fulci invece, è un nome che, come già precedentemente detto, ricorrerà ancora molto nella vita di Argento.

Nel 1978 il regista romano produce “Zombi” di George A Romero e l’anno successivo Lucio Fulci arriva nei cinema con il suo “Zombi 2”, che farà arrabbiare non poco il regista romano.

Il successo di “Zombi 2” è talmente grande, da far diventare Fulci il padre dei morti viventi in Italia. Infatti, escono successivamente tre pellicole campioni d’incasso, che consegneranno per sempre il regista alla storia del cinema del terrore : “Paura Nella Città Dei Morti Viventi” (1980), “L’aldilà” (1981), e “Quella Villa Accanto Al Cimitero” (1981).

Nel 1980 Dario Argento presenta al pubblico “Inferno”, un horror scritto ancora una volta con Daria Nicolodi, che però verrà accreditata soltanto come attrice. Alcuni effetti speciali vengono curati da Mario Bava, che nel frattempo aveva chiuso con la regia, lasciando l’eredità al figlio Lamberto, che, dopo essere stato aiuto prima del padre, poi di Argento, debutta nello stesso anno con “Macabro”.

Nel 1982 ancora una sfida nei cinema tra Argento e Fulci. Il primo con “Tenebre”, e il secondo con “Lo Squartatore Di New York”. Purtroppo però, sarà l’ultimo grande film di Fulci, che entrerà in una profonda crisi personale e professionale, durante la quale realizzerà film a budget zero o quasi e tutti decisamente brutti.

“Aenigma” (1987), “Demonia” (1990), e “Un Gatto Nel Cervello” (1990), per citarne alcuni. Seguiranno anche gravi problemi di salute.

Argento al contrario, continua ad avere grande successo con film come “Phenomena” (1985) e “Opera”, addirittura uno dei film del Natale 1987.

Anche come produttore Argento mette a segno notevoli colpi : “Demoni” (1985) di Lamberto Bava, “Demoni 2” (1986) di Lamberto Bava, e “La Chiesa” (1988) di Michele Soavi, che aveva debuttato l’anno prima con “Deliria”.

Iniziano gli anni 90, che segnano un forte rallentamento nella produzione di queste pellicole, anche se niente a che vedere con la crisi terribile che colpirà il genere negli anni dal 2000 a oggi.

Ad aprire le danze con un film di successo è sempre Argento con “Trauma” (1993), dove comincia il deleterio sodalizio con la figlia Asia, che proseguirà nel 1996 con “La Sindrome Di Stendhal”, e nel 1989 con quello che per molti è considerato il suo film più brutto : “Il Fantasma Dell’Opera”.

Quali sono i film degli anni 90 che meritano una segnalazione? Possiamo citare “Body Puzzle” (1992) di Lamberto Bava, “Dellamorte Dellamore” (1994) di Michele Soavi, “L’amico D’infanzia” (1994) di Pupi Avati, “Fatal Frames” (1997) di Al Festa, “Coppia Omicida” (1998) di Claudio Fragasso.

Non capolavori, ma sicuramente film che meritano una visione.

Purtroppo gli anni novanta avrebbero potuto segnare un’epoca e unire “gli eterni nemici” Argento e Fulci nello stesso film. Infatti, dopo un epico incontro fra i due registi, con un Fulci già indebolito dalla malattia, nasce il progetto del remake della Maschera Di Cera, con Argento alla produzione e Fulci alla regia. La sopraggiunta morte di Fulci, infrangerà questa attesa reunion. Il film, con il titolo “MDC Maschera Di Cera”, uscirà ugualmente nel 1997, sempre prodotto da Argento ma diretto da Sergio Stivaletti, il grande mago degli effetti speciali al suo debutto registico. A Fulci verrà dedicato il film nei crediti. Purtroppo si rivelerà un fiasco colossale.

Arrivano gli anni duemila e anche la grande crisi, che sarà in parte salvata dall’avvento del web.

Due belle sorprese del 2000 sono “Almost Blue” di Alex Infascelli, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Lucarelli e “L’altrove” di Ivan Zuccon, due giovani registi che non riusciranno a trovare il meritato successo di pubblico, almeno sino ad oggi. L’anno successivo torna Dario Argento a spaventare gli Italiani (e non solo) con “Nonhosonno”. Degno di interesse è “Cattive Inclinazioni” (2003) di Pier Francesco Campanella, mentre nel 2004 esce un vero gioiello della paura made in Italy, “Occhi Di Cristallo” di Eros Puglielli. Dello stesso anno sono “Il Cartaio” di Dario Argento e “Custodes Bestiae” del debuttante Lorenzo Bianchini. Nel 2006 tornano sullo schermo due grandi registi : Michele Soavi con “Arrivederci Amore Ciao”, che, a dispetto del titolo tratto dall’omonima canzone di Caterina Caselli (presente nella colonna sonora), è un noir dalle venature horror, e Lamberto Bava con “The Torturer”, un horror a basso budget che viene distribuito direttamente in dvd. Nel 2007 Dario Argento decide di concludere la trilogia delle tre madri iniziata nel 1977 con “Suspiria”. Purtroppo “La Terza Madre” è un fiasco di pubblico e critica, complice anche la “terrificante” interpretazione della letale figlia Asia. Non viene neppure interpellata Daria Nicolodi (che fa un piccolo cameo) per la sceneggiatura, quando invece è proprio lei l’autrice della vera trilogia. Si vocifera che dopo la morte nelle sembianze di Mater Tenebrarum, sia il demonio a nascondersi dietro l’identità di Mater Lacrimarum, nella sceneggiatura originale della Nicolodi. Sempre nel 2007 torna anche Pupi Avati con il bellissimo “Il Nascondiglio”. Anno decisamente pieno è il 2009. Arrivano una serie di film: “Giallo” di Dario Argento e “Shadow” di Federico Zampaglione, che si rivela una bella sorpresa. Anche Ivan Zuccon dopo alcuni lavori trascurabili torna sulla scena con “Colour From The Dark”, un gioiello del terrore ispirato alle storie di H.P.Lovecraft. Il film purtroppo verrà solamente visto in qualche Festival e ancora oggi non ha una distribuzione video. Un altro capolavoro dello stesso anno è “House Of Flash Mannequins” di Domiziano Cristopharo, regista e performer, artista a 360 gradi capace di spaziare dalla regia, al canto, dalla recitazione alla body art.

Concludiamo la lista con il debutto alla regia di Luigi Pastore: “Come Una Crisalide”, che vede come interprete principale Antonio Tentori, già sceneggiatore per Fulci, Argento e altri registi, e autore di due libri sull’argomento: Lo Schermo Insanguinato del 1990 e Italian Giallo Movies del 2003.

Stiamo per arrivare ai giorni nostri. È davvero la fine del cinema della paura in Italia? Se parliamo di cinema inteso come sale, possiamo rispondere si. Questi film ad esempio, nonostante la notevole qualità artistica, non riescono a raggiungerle, perlomeno nel nostro paese: “Ubaldo Terzani Horror Show” (2010) di Gabriele Albanesi, “Red Krokodil” (2011) di Domiziano Cristopharo, “Wrath Of The Crows” (2013) di Ivan Zuccon e “Across The River” (2014) di Lorenzo Bianchini. La loro visibilità sarà data solamente dai vari Festival del settore, specialmente esteri, dall’home video e dalle numerose piattaformi digitali. Arrivano invece nelle sale cinematografiche, “Dracula 3d” (2012) di Dario Argento e “Tulpa” (2013) di Federico Zampaglione, entrambi però con scarso successo.

Grazie a tantissimi giovani videomaker e a internet che offre loro grande visibilità, c’è però ancora parecchio da sperare.

Davide Pesca, Federico Tadolini, Alfonso Balzano, Massimiliano Belvederesi, Eros Bosi, Luca Guerini, Lorenzo Lepori, Claudio Latini, Angelo Di Noia, Paolo Mariello, Alex Visani, Roberto Albanesi, Davide Melini, Andrea Marfori, Giovanni Aloisio e Francesco Mirabelli, sono soltanto alcuni dei tanti nomi che imperversano sul web con i loro corti, medi e lungometraggi. Addirittura alcuni di loro si uniscono nel 2014 per dare vita a “17 A Mezzanotte”, un lungometraggio a episodi ideato e prodotto da Davide Pesca, presentato al Fantafestival di Roma. Altro nome abbastanza rilevante è quello di Roberto Ricci, che, dopo il grande successo in rete del cortometraggio “Il Cappotto”, tratto da una sua storia, alterna il lavoro principale di parrucchiere a quello di scrittore di libri e soggetti thriller – horror. Viene infatti soprannominato il parrucchiere del brivido. Nascono così altri cortometraggi tratti da sue storie come “Guanti Neri” (2014) di Federico Tadolini e “Nel Silenzio Della Notte” (2015) di Massimiliano Belvederesi.

Nel 2016, diversi sono i lavori usciti che hanno suscitato un certo interesse fra il pubblico: “The Trasparent Woman” di Domiziano Cristopharo, “Violent Shit” di Luigi Pastore, che vede fra gli interpreti un inedito Antonio Zequila e in un suggestivo cameo l’indimenticabile Lilli Carati, nella sua ultima apparizione sullo schermo, “Blood On Melies Moon” di Luigi Cozzi, un fantahorror che si rivela essere un sentito omaggio a questo genere di cinema, “Catacomba” di Lorenzo Lepori e Roberto Albanesi, il mediometraggio “Il Segreto Di Caino”, sceneggiato da Roberto Ricci e diretto da Luca Guerini, il cortometraggio “How To Deal With Demon” di Claudio Latini, “Lion” di Davide Melini, “Evil Selfie” di Eros Bosi e “Nun: An Italian Horror Story” di Giovanni Aloisio.

Per il 2017, sono già stati annunciati i ritorni di alcune vecchie guardie come Argento, Deodato e Bido e sono tornati a scrivere storie anche Lattanzi e Tentori storici sceneggiatori.

Novità anche fra gli autori più giovani, alcune già in fase di lavorazione come il lungometraggio “TangOscuro” di Massimilano Belvederesi, scritto dal regista insieme a Ricci e Latini. I due, stanno lavorando a un progetto molto ambizioso, una sceneggiatura thriller curata nei minimi particolari e addirittura tradotta in lingua Inglese, per essere successivamente proposta a tutti i principali produttori cinematografici. Una storia che sin dal titolo (ancora top secret) vuole rilanciare il genere creato anni fa dal maestro Argento. Inoltre, i nuovi lavori di Cristopharo, Albanesi e Bianchini, ancora senza titolo definitivo e il thriller “Una Lacrima Dipinta Di Nero” di Luigi Pastore, quasi in fase di partenza.

Infine, il cortometraggio “Il Provino”, che vedrà riformarsi la coppia Ricci – Guerini. I due, torneranno a dare scandalo con una storia thriller molto violenta, zeppa di nudi maschili e scene al limite dell’hard.

Ciliegina sulla torta il remake di “Suspiria” che sarà realizzato da Luca Guadagnino, un regista estraneo al genere ma che potrebbe riservare qualche sorpresa e in caso di successo, magari ridestare interesse nei produttori verso il genere.

Proprio di “Suspiria” nel 2017 si festeggerà il quarantennale e la pellicola originale tornerà nelle sale completamente restaurata e tanti saranno gli eventi celebrativi.

Non tutto è perduto.

Incrociamo le dita e auguriamo lunga vita al cinema del terrore Italiano!!!!

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

One thought on “Quando nasce in Italia la cinematografia horror ?

  1. Annarita ha detto:

    Davvero interessante!

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