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Cercando la felicità

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18/12/2016 di Antonio Di Blasio

In questo susseguirsi di vicende spiacevoli, che il tempo accumula invece di lenire la sofferenza che queste generano, qual è la medicina più idonea a curare tale male?
Come si può sopravvivere al reiterarsi di un qualcosa che lentamente uccide?

Si può dare un senso ad una vita che pare ingiusta?

felicita

L’esistenza ci induce a porci delle domande alle quali non sempre si trovano risposte.

Risposte che danno un senso a quelle maledette domande e che ognuno di noi cerca pur di provare quell’ingannevole sollievo che nasce nel momento stesso in cui è il dubbio a morire.

Perché siamo destinanti ad arrovellarci il cervello pur di cercare quella libertà intellettuale che ci fa vivere nella consapevolezza.

Tutti bramano tale libertà e sono convinto che la felicità derivi dalla libertà stessa.

Ma la libertà comporta la conoscenza di verità che non si vuol conoscere.

Verità che fanno perdere quell’infantile e sacra ingenuità che rendono la vita degna di essere vissuta e, addirittura, godibile.

Poi, però, giunge il tempo in cui iniziamo a farci delle domande ed è da lì che ha inizio la nostra dannazione.

Si! Perché non riuscendo a vedere il limite spesso ci spingiamo oltre, alla ricerca di risposte inutili a domande ugualmente inutili.

Risposte che porteranno alla “libertà”.

Libertà che deve essere pagata col dolore.

Perché dolorosa è la conoscenza e ce ne rendiamo conto solo dopo averla acquisita.

E così, oltre alla sofferenza, si aggiunge la nostalgia di un tempo e di una ingenuità che non torneranno.

Detto questo, il mio non è affatto un pensiero pessimistico.

Ho sempre pensato che la felicità esista e può essere grande, ma al tempo stesso ho la consapevolezza che la piena felicità non appartiene al mondo ed è proprio questo che distingue “la valle di lacrime” dal Paradiso.

Il nostro è un mondo che deve essere vissuto con gioia, leggerezza e con la capacità di indossare quella corazza vitale che ci permette di gioire nei tempi felici e di affrontare il dolore che volente o nolente arriverà.

Questo è il tempo dell’alternanza che, seppur breve, ci permette di sognare il tempo della Gloria.

Il mio è un pensiero che può essere condiviso o meno.

Non è mia intenzione convincere nessuno e sono sempre pronto a mettere in discussione le mie opinioni.

Pur essendo di fede cristiana non mi è risultato difficile confutare le colonne portanti del cristianesimo e del cattolicesimo.

Ho cercato risposte scientifiche a domande apparentemente illogiche.

La mia mente è stata letteralmente paralizzata dall’incredibile traffico di dubbi e perplessità che minacciavano la mia fede che, seppur vacillante, mi ostinavo  a non perdere.

Come può esistere la vita eterna?

Come può un Dio esistere al di là del tempo?

Come può dal nulla scaturire una scintilla che crei tutto senza che nessuno “diriga i lavori”?

Erano tutte domande che mi ponevo e che apparentemente non avevano risposta.

Eppure ho poi capito che la soluzione stava nel nostro stesso essere e nel nostro stesso esistere.

Cerchiamo per un attimo di abbandonare ogni teoria e ogni preconcetto.

Pensiamo al nostro universo e cerchiamo, col pensiero, di giungere alla fine di questo spazio che pare non abbia fine.

Ipotizziamo che una fine ci sia e che il nostro universo sia racchiuso in una scatola e che le pareti di questa siano i confini invalicabili del nostro “spazio disponibile”.

Ebbene, al di là della scatola cosa c’è?

Perché non possiamo credere che il nostro Dio possa essere eterno?

Perché siamo così scettici sull’eternità e sull’infinito?

Perché vogliamo trovare un punto, una fine a tutto?

La risposta sta nell’indisponibilità da parte della nostra “ragione” ad accettare qualcosa di umanamente impossibile e questo divieto ci viene imposto dalla nostra superbia che ci fa credere che non possa esistere qualcosa a noi sconosciuto.

Farsi delle domande è del tutto normale ed umano.

Anche i santi hanno avuto, nel corso della loro vita, dubbi e attimi di incertezze e debolezze.

Lo stesso Gesù Cristo, sulla croce, non riusciva a capire come suo Padre lo avesse potuto abbandonare al dolore e alla morte della carne.

Più di una volta sono andato alla ricerca disperata di una specifica risposta perché, pur credendo nell’esistenza di Dio, non riuscivo a motivare tanto dolore.

Così tornavano i dubbi e mi chiedevo: Perché Dio non interviene e permette tanti orrori?

Non trovando la risposta, la mia fede tornava a vacillare e d’un tratto la vita si trasformava in un non-sense.

Alla fine è stata la mia stessa fede a dettarmi la risposta.

Sono arrivato a credere che Dio non ha poteri su questa terra o che, perlomeno, non interviene.

La sua Gloria, e quindi il suo potere, sono riservati a quella Terra Promessa che noi chiamiamo Paradiso.

Dio ci ha fatto dono di tutto e in quel tutto c’è la libertà e nella libertà c’è il libero arbitrio.

Lo scrittore oxoniense Clive Staples Lewis affermava che la sofferenza è il megafono di Dio che risveglia un mondo sordo e che Dio stesso ci fa dono della sofferenza per farci perfetti.

Perfezione che poi ci aprirà le porte di quel Paradiso che ci farà felici.

Questo è un pensiero difficile da comprendere e ancor più difficile da accettare.

Eppure, a pensarci bene, è proprio il dolore che ci conduce alla santificazione perché solo chi soffre può capire la felicità vera.

La sofferenza fine a se stessa non esiste.

La gioia inizia quando il dolore finisce e quando il dolore finisce inizia il nostro Paradiso.

La mia consapevolezza del dolore non deriva da una visione arida e pessimistica della vita.

Io sono innamorato della vita e in quanto tale non posso essere pessimista.

Ho capito che la felicità sta nelle piccole cose.

In quelle cose della vita quotidiana che donano serenità e pace.

Non importa di quale natura esse siano.

L’importante e saper godere della loro semplicità e gioirne.

© Antonio Di Blasio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Schizzi d’inchiostro

Rubrica a cura di “Antonio Di Blasio” che raccoglie pensieri, poesie, sogni e mille colori. Gli stessi colori di un mondo che ormai non amiamo più. Ogni scritto ha l’intento di portare un briciolo di speranza in più in modo che questo permetta a tutti di tornare a sognare e rivedere quei colori meravigliosi che rallegrano il nostro mondo.

Biografia

Antonio Di Blasio nasce ad Atri, in provincia di Teramo, il 1 Aprile 1996. Da subito mostra una certa attitudine per la scrittura e questa sua passione lo porterà a collaborare con diversi scrittori di tutta Italia. Intorno ai 10 anni comincia a partecipare ai primi concorsi e nel 2007 vince il premio Giuseppe Remigio. Nel 2010 vince il primo contest poetico indetto dall’associazione culturale Tertulia’s. Dopo aver scritto alcuni raccolti apparsi su alcuni magazine, esordisce nel 2014 con la silloge poetica “Come vento tra i salici” (Irda edizioni). L’opera viene recensita da scrittori come Cristina Rotoloni, Luca Santilli e Francesco Romano e questa accoglienza positiva porterà Di Blasio a destinare parte dei diritti d’autore all’associazione Onlus I bambini di Antonio Gallo. Nel 2015 esce la sua seconda silloge dal titolo “Canti di Primavera” e a luglio vince un premio internazionale di poesia con il componimento "Un'alba nuova" classificandosi primo su oltre 30000 partecipanti. Nello stesso anno vince un concorso indetto dalla regione Abruzzo in collaborazione con varie testate giornalistiche, tra cui l’ANSA, con un saggio sul femminicidio. Da dicembre 2015 comincia a collaborare con la rivista culturale "Al di là dei sogni" in qualità di redattore e curatore della rubrica "Schizzi d'inchiostro". Per aprile 2016 è prevista la pubblicazione della sua terza raccolta.

Secondo le statistiche annuali del sito… la Rivista #OneElpis è letta in gran parte mondo. Il Paese dove è più visualizzata è l’Italia con ben 13’124 visite. Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti con 1'080 viste… al terzo il Regno Unito con 177 visite... poi la Spagna con 145, l'Irlanda con 131, Perù con 94, Messico con 76, Brasile con 53, Turchia con 44, Germania con 42. A seguire : Australia, Russia, Svizzera, Costa Rica, Francia, Polonia, Argentina, Grecia, Belgio, Repubblica Dominicana, Paesi Bassi, Giappone, Cina, Romania, Portogallo, Togo, Canada, Guatemala, Repubblica di Macedonia, Austria, Cile, Albania, Repubblica Ceca, Egitto, Colombia, RAS di Hong Kong, Israele, India, Ungheria, Danimarca, Lituania, Bulgaria, San Marino, Norvegia, Algeria, Uruguay, Moldavia, Paraguay, Corea del Sud, Venezuela, Slovenia, Aruba, Serbia, Ecuador, Libano, Città del Vaticano, Singapore, Svezia, Kuwait, Malta, Filippine, Marocco… #VivaOneElpis #OneElpisGo

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